Padri separati: presunti criminali Stampa E-mail
Mercoledì 17 Febbraio 2010 16:12

Quotidianoitalia.it  Fabio Barzagli

 

 

Si potrebbe sintetizzare così lagghiacciante proposta di legge presentata dal Gruppo Donne dell’Italia Dei Valori al convegno tenutosi il 30 Gennaio scorso presso il consiglio regionale toscano con la partecipazione anche dell'Alleanza dei Liberali e Democratici Europei (a cui aderisce Italia dei Valori al Parlamento Europeo).

Il punto centrale della proposta è di aggiungere un articolo
nell
attuale legge 54/2006 che vieti laffidamento condiviso (cioè laffidamento dei figli ad entrambi i genitori) fino al terzo grado di giudizio, mediamente sei anni, qualora vi sia stata una

denuncia di maltrattamenti. Questo consente ad esempio ad una moglie che vuole separarsi di allontanare padre e figli per sei anni semplicemente depositando una denuncia presso i carabinieri e notificando la stessa presso il tribunale. Una rimozione automatica dei figli, com’era prima del 2006.

E se fosse falso?  Il fenomeno delle false accuse e denuncie nelle separazioni è oramai talmente dilagante che gli stessi giudici più volte hanno denunciato il fatto all
opinione pubblica. La denuncia per maltrattamenti e molestie, durante la separazione, viene utilizzata nella maggioranza dei casi come modalità intimidatoria; nel documento sotto alcune delle dichiarazioni delle stesse giudici delle sezioni maltrattamenti e dati dell’autorevole centro nazionale falsi abusi:

http://paternita.info/downloads/sentenze/separazioni-falsedenuncie-v02.pdf
In fase di separazione quattro denuncie di maltrattamenti su cinque si rivelano false.

Alcuni chiamano il fenomeno mobbing giudiziario; una sorta di eccesso di azione giudiziaria mosso da ex. mogli basato sul sentire comune nei confronti delle donne come elemento debole della famiglia, ex.mogli che sfruttano questo fattore per impossessarsi dei figli, e come scrive la stessa PM Carmen Pugliese (Eco di Bergamo, 31/1/2009) usano PM e POLIZIA GIUDIZIARIA come strumento per perseguire i propri interessi economici in fase di separazione

Le donne dell
IDV dunque propongono di legalizzare questa pratica ed uccidere definitivamente il diritto alla famiglia per i figli e per i genitori separati; un modo per regalare a tutte le persone disoneste, e soprattutto folli, un bel bottone rosso da premere in qualsiasi momento e disintegrare la vita dell’ex. partner e dei propri bambini.

Fabio Barzagli
responsabile nazionale portale paternità, infanzia e adolescenza
www.paternita.info
 
   

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