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Martedì 24 Agosto 2010 11:00 |
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Racconto di Francesco Torellini  Ogni giorno vivo con la speranza di vederti anche per un secondo. Mi guardo intorno per scorgere un tuo passaggio, vederti, seppur da lontano, ma vederti. Oddio. Sto impazzendo? Non credo all’amore platonico, invece c’è.
Ma non è del tutto platonico il nostro amore, ci sentiamo, parliamo, ma vederci non esiste. Siamo finti innamorati, però veri amanti. Ci desideriamo e questo desiderio ci accomuna e ci spinge a continuare. Tuttavia la paura fa dà padrona nel nostro animo, ci costringe a diventare clandestini per difendere un amore che deve rimanere avvolto dall’ombra del timore. Sfuggiamo all’occhio indiscreto della gente, il batticuore ci avvolge anche durante una semplice telefonata, ma dentro di noi sappiamo di amarci, di sentirci uno vicino all’altro, di essere diventati un unico simbolo di un amore impossibile. Abbiamo ricordi comuni che sono distanti tra loro, ognuno li ha vissuti in un luogo diverso, però, ci sentiamo vicini quando le nostre voci si accarezzano. O mia dolce fanciulla, perché così? I tuoi occhi azzurri come il cielo a primavera, i tuoi capelli dorati, il tuo sguardo intenso, le tue labbra carnose, bisogna osservarle da lontano. Vorrei invece essere accecato dal tuo penetrante sguardo. Con la punta di un dito vorrei accarezzare le tue labbra. Con una mano vorrei scivolare nei tuoi capelli biondi per sentirne la morbidezza e la fragranza che sicuramente ti appartiene. Vorrei appoggiare le mie labbra alle tue, sentire la morbidezza dell’amore che tu trasmetti a me con un bacio intenso e sensuale. O regina, il mio regno di nuvole si riempie dei tuoi ricordi, ormai sono tanti, ma sono ombre che circolano formando un silenzio che oscura il mio cuore. Ogni volta che i nostri sguardi s’incrociano in quel fugace passaggio che mi lascia intravedere il tuo corpo, il mio cuore si riempie di gioia per averti visto ancora una volta. Passeranno altre settimane, forse mesi, prima di rivederti di nuovo. Non importa, aspetto, in fondo so aspettare, l’importante sapere che io esisto per te. Siamo avvolti da questa enorme fifa di compiere il passo che potrebbe condurci oltre il fossato della paura. Lasciamo sciogliere la tensione che permetterebbe ai nostri corpi di assaporare il tremolio della tensione che sviluppa un amore puro. Uniamo i nostri corpi in una passione, a coronamento di un tempo infinito di attesa. Siamo prigionieri di un sentimento vivo e vero, che entrambi vogliamo portare a compimento, ma ci blocca l’enorme macchina del timore che non lascia partire il motore dell’amore ad una velocità che solo il nostro cuore sarebbe in grado di guidare. Oltre la speranza, c’è la convinzione che il tempo ci darà ragione, e tutte le paure si scioglieranno come neve al sole non appena le nostre labbra si toccheranno per la prima volta. Il primo bacio ci trasporterà verso una cima desiderata per tanto tempo, e mai più nessuno sarà in grado di farci tornare indietro, scenderemo solo quando avremo coronato il nostro sogno d’amore, perché l’amore è più forte di ogni paura. Gli altri racconti li trovi nella pagina racconti
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