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Giovedì 03 Giugno 2010 16:08 |
E come tutti i giardini a primavera hanno bisogno di essere riordinati. C’erano fiori ovunque, alcuni erano sbocciati, alcuni avevano gemme che stavano per aprirsi. I frutti promettevano abbondanza, la terra, fertile, aveva bisogno di rinnovamento. Mi sono improvvisata giardiniere, per condurre il paesaggio verso un’armonia dettata da una mano che sorvolava leggera sul mio lavoro e quello delle persone che si sono mosse tra le aiuole e i prati. Alessandra è entrata nella mia vita accompagnata da tante carte, i suoi scritti, i servizi, i progetti, le testimonianze dei suoi tanti amici. Alessandra ed io ci siamo parlate, ci siamo consigliate, ci siamo sostenute nel cammino verso il giardino che attendeva di essere sistemato. A volte le ho domandato, quando qualcosa sollecitava maggiore attenzione e tardavo a trovare il modo di andare avanti: “Alessandra, abbi pazienza!”. Lei ha guidato i miei passi mentre mi chiedevo e le chiedevo: “Alessandra sei d’accordo?”. E magicamente quella pagina, quel discorso, quel passaggio difficile diventavano delicatamente condivisi. Con te Alessandra ho scovato e trovato persone, tante, che hanno a cuore il bene di se stessi insieme a quello degli altri, che vogliono diffondere ed ampliare un pensiero, fare del bene a chi è stato meno fortunato, mettersi al servizio di chi chiede, a volte in silenzio, aiuto. Quel qualcosa in più che abbiamo è bene farlo emergere, è giunto il momento di fare una sosta, lasciare da parte il frenetico vivere per fermarsi e impiegare un po’ del nostro tempo a sostegno di una lodevole iniziativa. È giunto il tempo per aprirsi agli altri, per dare spazio al dono. Abbiamo camminato per un lungo tratto insieme, ci siamo fatte compagnia e in questo cammino mi hai arricchito, hai suggerito pazienza nell’affrontare situazioni e momenti delicati, mi hai insegnato a perseverare, a non lasciarmi abbattere, a cercare strade diverse da quelle solite, che non portano da nessuna parte. Sei stata preziosa e insostituibile. Una grande lezione di vita che arrivava dovunque poggiassi lo sguardo scortata da una presenza, una silenziosa guida. Non ti dimenticherò mai, Alessandra, staremo ancora insieme e ci ritroveremo in quel giardino coltivato, pieno di fiori e frutti, che ha trovato un po’ d’ordine e che ci invita a proseguire in un rinnovamento senza fine. Lì ritorneremo per essere sempre di più noi stessi anche nel sostegno verso gli altri. Con la tua famiglia abbiamo costruito. I tuoi genitori, instancabili, hanno percorso chilometri per consentire al puzzle della Fondazione WALE di trovare l’incastro. I tuoi meravigliosi fratelli, Serena e Nicola, sempre presenti, sono il futuro, un futuro che si è aperto allo studio e alla ricerca. Noi ci saremo, legati da un insegnamento forte, da una determinazione e da un sorriso che trascina e coinvolge tutto e tutti. Il tuo, Alessandra. Di Lorena Fiorini
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