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Martedì 24 Agosto 2010 09:02 |
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Quotidianoitalia.it Francesco Torellini  Ormai la Lega sta studiando la fine di Berlusconi con mezzi democratici e con la continua speranza di secessione. Una speranza mai tramontata, sempre rivolta contro un sud che il nord ha sempre sfruttato.
Una separazione intesa come liberazione contro i fratelli italiani, però, il nord, attraverso gli imprenditori nordisti per anni hanno attinto al sud risorse economiche che servivano per rilanciare lo sviluppo e portare lavoro al meridione, invece quelle risorse sono state sottratte a chi sperava in un lavoro e sono finite dritte al nord con la complicità della politica. Per non parlare dei tanti danni ambientali provocati dagli imprenditori del nord: hanno lasciato portare illegalmente al sud rifiuti tossici. Di cosa vogliamo parlare? Dei fucili leghisti tante volte evocati dal leader Bossi! Che sciocchezza! Il sud è pieno di fucili: è una vita che è in guerra. La lega ormai si sente padrona di questo paese, e si sente ancora più forte perché ha un alleato politico che gli consente di fare e dire tutto. Il Pdl vive sotto ricatto dal primo giorno di legislatura. Silvio Berlusconi non ha mosso mai una parola contro il suo alleato leghista, e in ogni sortita provocatrice del senatur, il premier a taciuto, consapevole che ogni parola contro Bossi significava la caduta del governo. Berlusconi sta peccando d’ingenuità, lascia fare tutto alla lega, demolendo lui stesso il partito che ha fondato. Morto il bipolarismo, Berlusconi non comprende che è giunto il momento di voltare pagina, altrimenti la sua fine non sarà decretata per mano di Fini, ma Bossi piloterà la sua estinzione politica con la più classica delle morbidezze, senza fargli sentire alcunché dolore. L’odio che si sta diffondendo tra le due parti del paese, grazie alla voglia secessionista dei leghisti, rischia di far precipitare il paese nel baratro. Quella attuale è la peggiore classe politica che l’Italia abbia avuto dal dopoguerra. Uomini politici illustri, se pur con grandi errori alle spalle, hanno saputo in qualche modo, nel passato, regalare al paese il passaggio dalla guerra alla democrazia creando anche la dovuta ricchezza. Dal 1994 questo paese vive il peggior periodo politico della storia della repubblica italiana, con la peggiore classe dirigente mai avuta, che non ha saputo dare nessuna risposta concreta alle incertezze del popolo italiano. Hanno fallito sistematicamente sia il centrodestra sia il centrosinistra. Le coalizioni non hanno funzionato, è giunto il momento di voltare pagina politica, altrimenti le ingenuità per deliziare a qualche interesse personale di chi occupa i banchi del parlamento, trasporteranno il paese in una rivoluzione senza precedenti. Berlusconi tutto questo sembra sottovalutarlo: la lega lo sta usando per prendere possesso del nord, sfruttando questa grande opportunità che gli viene offerta per occupare la guida di quante più regioni possibili, province e comuni del nord, per poi poter dettare le regole del gioco e distruggere qualsiasi pretesa politica del Pdl nel settentrione. Costruire un nuovo centrodestra senza la lega è l’opportunità giusta per ridare una nuova ragione politica a questo paese. Creare solo alleanza per vincere le elezioni non serve a nulla, poiché gli anni passano e le cose da fare rimangono chiacchiere prodotte dalle tornate elettorali. Si deve lavorare per il bene del paese tutto: cosa dubbia fino ad ora, visto che c’è qualche movimento politico che mette a repentaglio l’unità nazionale, e ciò vuol dire che il rischio è evidente, poiché c’è chi vuole lavorare soltanto per la sua area d’appartenenza senza guardare al bene comune dell’intera nazione.
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