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A cura di Lorena Fiorini
Settembre è alle porte, le vacanze stanno per finire. Attese un lungo anno, piene di aspettative e cariche di impazienza, sono volate via rapidamente. Il tran tran quotidiano sta per riprendere. Sarà fitto di lavoro, impegni, appuntamenti. Appare, prima impercettibile, poi via via più intensa, una sorta di malinconia, uno stato d’ansia, noia, apatia, calo dell’attenzione, morale a terra, senso di stordimento. Per non parlare di stanchezza, sudorazione eccessiva, tachicardia, irritabilità, aggressività e insonnia. Dopo il carico di aspettative messo nelle vacanze, che rappresentano il riposo, il divertimento, incontri piacevoli, il ritorno è spesso accompagnato da frustrazione e delusione. Non tutto è andato come avremmo voluto, come tante volte abbiamo immaginato e auspicato. Qualche consiglio per affrontare il rientro senza lasciarsi travolgere dalla sindrome da rientro della quale, secondo quanto riporta l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ne sono vittima circa il 50% dei vacanzieri. Prendiamo, quindi, quei provvedimenti che impediscano l’arrivo di un’insoddisfazione, di un disagio da affrontare velocemente per impedire che si trasformi in una vera e propria depressione. Prendersi il tempo necessario per riappropriarsi del proprio ambiente. Tornare in città qualche giorno prima, prepararsi al cambiamento, distribuire i propri impegni, non buttarsi subito nella propria attività, ma con progressione riabituarsi ai ritmi di sempre. In poche parole abbiamo bisogno di riadattarci al nostro mondo, con gradualità, non in maniera repentina, come si usa generalmente fare. In poche parole, evitare di perdere il proprio equilibrio psicofisico dando al corpo e alla mente il tempo necessario per riadattarsi. Non farsi prendere dall’angoscia e, peggio ancora, da crisi di panico. Fare una leggera dieta. In vacanza, si sa, ci si rilassa e ci si lascia andare a succulenti pranzi e cene in compagnia, si torna in città con due-tre chili di troppo. Chili che vanno presto eliminati. Anche la digestione avrà i suoi vantaggi. Va controllata l’assunzione di alcoolici e il fumo. Accettare i sintomi e affidarsi a pensieri positivi. Avere la certezza che, se affrontati con ordine e in tempo, i sintomi scompariranno nel giro di poche settimane. L’autunno, che si sta avvicinando, annuncia, da sempre, stati d’animo negativi che si riflettono sull’umore. Attenzione dunque ad affrontare la paura di inadeguatezza e la paura del futuro e a non lasciarsi travolgere da episodi che rappresentano un momento di transizione e che se, invece, persistono richiederanno maggior cura e saranno più difficili da curare rispetto a quelli estivi. Non sfogare l’aggressività su chi abbiamo accanto. I colleghi, il compagno, i figli, gli amici. Anche loro dovranno fare i conti con le proprie insoddisfazioni e le proprie ansie da rientro. Riposare concedendosi giuste ore di riposo notturno. Concedersi interruzioni e soste. Staccare, dopo una settimana di lavoro, prevedendo un week end fuori città. Gratificarsi facendosi piccoli doni. Essere duttili, elastici, flessibili, e soprattutto non temiamo di perdere ciò che avevamo prima delle vacanze. Un dato confortante. Sembra che siano in calo le persone che soffrono di questi sintomi. Forse perché le vacanze si sono accorciate e l’impatto psicologico è meno forte e meno forte è lo spaesamento da affrontare. Quindi, una vacanza più breve non è da considerare un problema.
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