Prostituzione... Stampa E-mail
Giovedì 27 Maggio 2010 08:27

Quotidianoitalia.it Marina Morello

 

Oggi il sesso ha preso una nuova strada, diventando una forma di vita quotidiana libera da vecchie ideologie. Nella trasformazione si è inserito anche il mestiere più vecchio del mondo: la prostituzione. Sono cambiati i modi di interpretare il ruolo della prostituzione dandogli una terminologia più elegante, soft, poco offensiva. Escort: il nuovo termine che viene usato sempre più spesso per indicare le donne che praticano un mestiere che parte molto prima dell’800. Certo non si tratta di una vera e propria prostituta, ma allo stesso modo scambia il proprio corpo attraverso regali materiali o anche attraverso regali in moneta. Fare un distinguo non è facile, poiché oggi le nostre strade, nonostante i buoni propositi del ministro Mara Carfagna, non hanno sortito nessun beneficio in merito ad una questione molto delicata come la prostituzione. Dietro gira sempre il discorso disgustoso di chi è obbligata a fare un lavoro che non gli piace. La costrizione è la parte più disumana di un fenomeno che ha sì radici antiche, ma nella società moderna sta diventando qualcosa che riporta indietro col tempo la donna, rendendola di nuovo schiava di un uomo. La prostituzione è un fenomeno antichissimo, che molto spesso ha messo i governi a regolarne la procedura. Infatti  Nella società greca antica esisteva sia la prostituzione femminile che quella maschile. Le prostitute, che vestivano con abito distintivo e pagavano le tasse, potevano essere indipendenti ed erano donne influenti; la prostituta colta e di alto ceto era definita etera. Solone istituì il primo bordello ad Atene nel VI secolo a.C. A Cipro e Corinto, secondo Strabone, era praticata una sorta di prostituzione religiosa in templi con decine di prostitute. Le prostitute femminili erano divise in diversi gradi, tra cui si ricordano le etere e le pornai. Nell’antica Roma invece il diritto romano regolava con diverse leggi la prostituzione che era praticata nei lupanari, edifici siti fuori dalle città aperti soltanto nelle ore notturne. Le prostitute o meretrici generalmente erano schiave o appartenevano ai ceti più bassi. Nel medio evo aveva caratteristiche ben diverse ed era comune, e sovente tollerata, nel Medioevo nei contesti urbani. Gli Statuti di molte città regolavano la prostituzione. Era, ad esempio, spesso vietata vicino alle mura della città o nelle aree prossime agli edifici di rappresentanza. Pur accettando il trascorso storico di questo mestiere, bisogna dire che quelle erano società dove la donna era ridotta in schiavitù, e in epoche lontane esse venivano poste fuori all’esercizi commerciali come merce in vendita, e dai suoi amplessi, come avviene oggi, il proprietario ne ricavava benefici economici.  Quella modalità di usare la donna per fini di piacere, è un vizio che il mondo si trascina dietro da secoli. Poi l’epoca fasciata le diede un po’ di dignità, lasciando aprire case d’appuntamento, esse dovevano stare lontane dai luoghi di culto e dovevano tenere sempre le finestre chiuse, da qui deriva il nome di case chiuse. C’erano inoltre molte donne che facevano la professione di prostitute volontariamente, traendone benefici economici senza tenere alle calcagna il benefattore o colui che con la forza la metteva in strada.  Questo spaccato di storia ci riporta ai giorni nostri, dove il sistema non è cambiato, anzi aggravato dallo sfruttamento subito da ragazze dell’est che giungono in Italia per lavorare onestamente, tratte con l’inganno, invece, finiscono sulla strada. Ma la prostituzione ha preso forme più ampie e ricche di contorni nuovi, grazie anche al supporto dato dal web, che riesce a mettere in contatto migliaia di giovani e meno giovani con tutto il mondo. Fenomeni diversi legati alla prostituzione portano la donna, la non consenziente, ad essere vittima dello sfruttamento. Leggi serie per contrastare lo sfruttamento delle donne non sono state fatte. Il contrasto da parte delle forze dell’ordine è debole e non molto efficace. Pertanto sarebbe utile dare perlomeno un minimo di sicurezza a chi decide di rifugiarsi nel mondo della prostituzione volontariamente, e tutelare invece quelle che sono vittime dello sfruttamento, aprendo di nuovo le case chiuse. Perlomeno si garantirebbe un minimo di dignità e si combatterebbe più da vicino lo sfruttamento della prostituzione. E’ definito un mestiere antico, ma la prostituzione dall’antichità ad oggi sfrutta le donne, soprattutto quelle che con la prostituzione non vogliono averci nulla a che fare ma sono obbligate con la forza a farlo.

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