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Mercoledì 21 Luglio 2010 15:15 |
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Quotidianoitalia.it Francesco Torellini  L’euro, la crisi, la cattiva gestione politica del centrosinistra campano, ha fatto sì che oggi una famiglia su cinque, in Campania e al sud, non può pagare nemmeno le prestazioni mediche.
Abbiamo già evidenziato la drammaticità della situazione esistente in Campania con un altro servizio, però situazioni che impediscono l’elementare necessità di curarsi è veramente fuori da ogni logica civile e democratica. Il dossier della Svimez pone un accento sulle difficoltà che oggi incontrano le famiglie meridionali. Un cittadino su tre è a rischio povertà assoluta, poiché l’inesistenza del lavoro non permette di avere un reddito che possa garantire un tenore di vita che permetta un minimo di sostentamento. In Campania, ad esempio, dopo quindici anni di gestione centrosinistra la qualità della vita è peggiorata. Eppure le risorse spese dagli enti comunali per manutenzioni di verde pubblico, per i rifiuti, per i trasporti, sono ingenti, e nonostante tutto, il risultato è negativo. Che fine fanno tutti questi soldi? Tralasciando il gravoso problema degli sprechi della cosa pubblica, il problema adesso è come uscire da questa grave situazione che coinvolge le famiglie. La Campania e il sud in generale, sono stretti in una morsa di povertà che sta letteralmente paralizzando un po’ tutto. Tutto il male che la Campania e il mezzogiorno sta vivendo fa molta rabbia, non è più ammissibile che là classe dirigente, colpevole di questo grandissimo disastro, abbia ancora il coraggio di parlare come se niente sia, mi riferisco a tutta la politica campana e meridionale. I dati emersi sono la verità di decenni di grave gestione politica, di inefficienza politica, di menefreghismo politico, un insieme di fattori politici che hanno permesso di ottenere il risultato attuale. L’attuazione di un senso di moralità e dovere verso il cittadino, non c’è mai stato, oggi i risultati di una situazione che impedisce alle famiglie di vivere è di natura politica, è soltanto la politica l’unica colpevole della povertà che il sud è costretto a vivere. Mentre al nord, seppur con difficoltà dovute alla crisi, il rapporto e di uno a dieci, dimostra ancora una volta che il divario c’era e c’è ancora nonostante la crisi. Ma oggi questo divario si sta allargando, penalizzando ulteriormente il Sud, che deve combattere contro un salasso delle tasse molto alte, in più non ha lavoro. Interventi urgenti in direzione delle famiglie e delle imprese neanche la manovra finanziaria ne ha tenuto conto, il problema è capire come si vuole dare ossigeno alle famiglie che non riescono a sostenere le più elementari spese familiari. Il governo centrale e i governatori regionali del sud, hanno il dovere di far capire ai cittadini in che modo vogliono lavorare per risolvere la questione meridionale una volta per tutte.
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