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Giovedì 08 Luglio 2010 11:42 |
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Quotidianoitalia.it Francesco Torellini  Tutti devono concorrere al sostentamento della nazione: lo dice l’art. 53 della costituzione italiana. Bene, sono d’accordo, però credo che bisogna concorrere in forma equa e non essere tartassati fino al collo dallo stato. L’Italia è una repubblica democratica divisa a metà.
Una parte è democratica perché ti dà la libertà di movimento, di opinione, d’espressione ecc. Dall’altra invece c’è un Italia soffocata dalla repressione fiscale a cui il cittadino non può opporsi. Il ragionamento è molto semplice: l’equità che dovrebbe essere alla fonte di ogni richiesta fiscale, non esiste. Faccio un esempio su tutti, che la dice lunga di come sia un regime dittatoriale la questione fiscale. In Campania si sta verificando una situazione paradossale. L’ex giunta di centrosinistra ha causato enormi danni in merito alla questione rifiuti, ebbene, oggi quella giunta non c’è più, ma i problemi economici rimasti sono stati scaricati tutti sui cittadini con aumenti della tarsu fino al 50% per far fronte alla montagna di debiti. Chi ha prodotto quei debiti e messo in ginocchio la regione, non paga nulla, è uscito di scena indenne, e tutto è finito lì. Ora però i cittadini dovranno pagare il danno economico, e se non lo faranno, attraverso il sistema repressivo di Equitalia, i cittadini verranno puniti e dovranno pagare anche le more, e se in ultimo non ce la faranno a pagare, dovranno cedere anche la casa. Eppure i cittadini non hanno nessuna colpa, è il sistema politico che funziona in questo modo. Allora perchè devono pagare i cittadini? Oltretutto sono costretti a pagare senza poter dire nulla? Scusate, ma questo non è un vero e proprio regime in questo senso? Ciò è uno dei tanti casi di repressione fiscale che incombono sulla testa dei cittadini italiani, poiché se ampliamo l’aria di ricerca, ci rendiamo conto che tutta la questione fiscale italiana è sotto una forma di regime che impone al cittadino continue tasse e aumenti di aliquote per sostenere la repubblica. Oltretutto sappiamo benissimo che la casta spreca il danaro dei cittadini, come sappiamo che la casta è coperta da grandi privilegi con i soldi dei cittadini. Concorrere al bene della repubblica è un principio che la costituzione ci impone, ed è giusto, ma certamente la costituzione non dice che lo stato deve dissanguare i cittadini e renderli poveri. La pressione fiscale in Italia è altissima, ma tale pressione non è tutelata da nessun diritto per i cittadini, essi sono obbligati con le buone o con le cattive a pagare. Questo è un paese dove i cittadini non riescono più a sostenere le richieste dello stato, regioni, province e comuni, e sono costretti a cedere quasi più del 60% di quello che guadagnano per sostenere una repubblica spendacciona, che in fondo non garantisce nemmeno servizi essenziali ai cittadini che, purtroppo, pagano tasse salatissime per averli e non arrivano mai. E’ troppo quello che lo stato continuamente chiede al proprio popolo, eppure in questo paese non c’è lavoro per tutti, non ci sono garanzie per il futuro, per vivere in Italia bisogna pagare tutto quello che in altri paesi europei non si paga. Tra tutto questo malessere, per i politici gli stipendi ci sono sempre, per i partiti i soldi escono, i contributi all’editoria per i giornali di partiti ci sono, per novantamila auto blu i soldi non devono mancare, insomma per la casta e i suoi privilegi i soldi ci sono, per i cittadini No. Però c’è un fattore che ci indica che oggi il cittadino non può più pagare, è ossessionato e disperato dalle troppe tasse, mentre allo stato servono continuamente più soldi e chiede sempre di più ad un popolo ridotto all’osso. Le tasse in questo paese sono troppe, bisogna diminuirle eliminando l’80% degli sprechi perpetrati ai danni dei cittadini.
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