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L'ITALIA CI RACCONTA Paradosso italiano di chi sta perdendo il lavoro
Bari 25/11/2011 Sono Michele Nitti dipendente ex Wagons Lits ancora per poco, orgoglioso come italiano e deluso come lavoratore che per anni ha lavorato con grande spirito di sacrificio e amore per il proprio lavoro e la propria famiglia.
Per quanto il nostro Paese si proietti verso il futuro, è giusto che tanti Italiani sappiano che ci saranno 2 velocità, l’AV e la VV. Difatti sono amareggiato nel leggere sui quotidiani di oggi 25/11/2011 che si spenderanno 1,5 mld di euro per ristrutturare 59 frecciarosse, già di ultima generazione, ed eliminare indiscretamente treni notturni o sociali, i regionali dei lavoratori o degli studenti e paventare persino la possibilità di non pagare gli stipendi già dai primi giorni del 2012 ai dipendenti FS. Nessun commento! Peccato solo spendere tanti soldi per dei treni già molto belli e tecnologici in un momento di così tanta crisi. Del resto sono già splendidi silenziosi e velocissimi. Definirei “VV” invece quella vecchia velocità dove il mantenimento dei treni notturni costerebbe subito allo Stato ben 134 mln di euro, cifra che si va ad aggiungere ai 220 milioni di euro che rappresentano il corrispettivo base, previa dismissione dei treni e del personale. Peccato per questi treni ancora amati da tanta gente che per i costi più contenuti, per la possibilità di arrivare riposati in altre città senza aver perso una giornata di lavoro sono destinati a scomparire per far spazio ad una dirompente Alta Velocità certamente dove esiste (MI-RM-NA). Ma come si può assistere a tale scelleratezza? Il potere o il volere supremo ha radicalmente cambiato la storia dei wagon lit. Si è voluto dimostrare l’inoperosità di tali treni nonostante l’evidente aumento del 12% nell’ultimo anno per letti e cuccette e forse ancor di più dall’evidente numero di biglietti venduti con “posti non garantiti” che periodicamente vediamo. Tale principio porterà un reciso taglio di personale e tra pochi giorni la mannaia del licenziamento calerà su molte teste di lavoratori Italiani. Certo italiani perché il declino di questo settore è stato disposto per l’Italia ed abbellito e potenziato maggiormente con la Francia con la neonata società TVT. Un vero paradosso! Il vero enigma italiano. Intanto in Italia si licenzia, i pseudo incontri tanto decantati dai sindacati si susseguono, tutti ne parlano ma risposte a questa nostra disperazione non ne arrivano. I giorni passano velocemente e lo spettro del licenziamento si avvicina. A breve disperazione e rabbia romperanno quel connubio di pace lavorativa-sindacale trasformandola in protesta nazional -popolare. Quegli angeli che per una vita hanno lavorato con garbo dovranno appendere al chiodo loro malgrado la stessa divisa, lo stesso contratto, gli stessi strumenti tecnologici dei “veri ferrovieri “ e difendere a denti stretti il proprio lavoro. Si preferisce licenziarli e non riqualificarli all’interno FS nonostante la procedura di aprile 2011 di reclutamento personale per 1000 agenti o varie dichiarazioni sindacali che per mancanza di personale in toscana e abruzzo vengono soppressi dei treni giornalieri Perché Trenitalia non ci inserisce in una Società holding? Chiediamo AIUTO a tutte le istituzioni, dai Presidenti ai consiglieri senza distinzioni di colori e concetti storico filosofici del passato, ma solo aiuto per quei 483 lavoratori del settore di cui 45 a Bari che diventeranno ben presto 800 dell’indotto. L’SOS è rivolto a tutti i Presidenti di Regione interessati ed in questo caso al nostro Dott. Vendola affinché riesca a far ricollocare un numero così esiguo di (45) baresi all’interno dei trasporti locali quali ferrovie Bari-Nord, Sud Est , Fal, Ferrovie del Gargano o altre realtà, purché si LAVORI, e lo stesso venga fatto per tutti i colleghi d’Italia nelle rispettive città. Ve ne saremo grati per questo vostro gentil compito Il vostro sforzo servirà a non far compiere gesti infami ed evitare di perdere quel minimo di dignità per sé, per la propria famiglia e per gli amati figli. ********************************************  Abbiamo aperto questa rubrica per dare uno strumento in più in mano agli italiani che vogliono far sentire la propria voce. Dietro possono esserci sofferenze inascoltate, che bisogna portarle al cospetto dell’opinione pubblica in modo tale da permettere di affrontarle con tenacia per risolverle. Soprattutto la rubrica è uno strumento utile per far capire le problematiche di milioni di italiani. Possono essere esse persone comuni, imprese, commercianti, artigiani, giovani, lavoratori, disoccupati, insomma, il paniere è ampio. Inviateci le vostre lettere all’indirizzo
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