Mar. Ago 9th, 2022

ROMA- Un’Europa che dalla venuta dell’euro è stata dominata dalle autorità finanziarie, dalle banche centrali e dalle agenzie di rating, che impongono riforme strutturali senza tenere conto delle esigenze quotidiane dei cittadini. Quasi tutti i popoli europei non hanno deciso, attraverso un referendum se entrare o no nell’Europa, tutto è stato deciso dai poteri politici. I popoli hanno cercato di abituarsi al nuovo sistema, ma alla fine non hanno retto all’onda d’urto che li ha colpiti e annientati in pochissimi anni.

In 14 anni abbiamo assistito ad un continuo e pressante sistema retto sulla finanza delle carte. I burocrati europei non hanno fatto altro che chiedere ai paesi membri di attenersi alle regole rigide dei trattati. Regole che sono state scritte molto probabilmente con i piedi senza tener conto di quelle che invece erano già le difficoltà dei popoli. Hanno voluto cambiare il sistema attenendosi solamente alle loro idee ma, soprattutto, alle richieste che giungevano dalla finanza e dalle borse. Nessuno conosceva lo spread, poi d’incanto è diventato l’unica cosa a cui tener conto.

Tutto ciò ha portato ad avere 14 anni di euro seguiti da 14 anni di povertà. Con una contropartita che ha beneficiato solamente chi stava già bene, così nel corso degli anni si è assistito ad un arricchimento facile di chi era già ricco, perché ha potuto speculare sull’euro, mentre si è assistito all’impoverimento sistematico di chi già stava male. In più si è visto scomparire il ceto medio, che da sempre è la forza di ogni nazione. Insomma, questi burocrati non hanno saputo fare politica, e il risultato è stato devastante per le nazioni, che oggi prendono coscienza di quello che gli è successo e non vogliono più sapere di euro ed Europa.