Gio. Ago 18th, 2022

ROMA- I dati sono chiari: dopo due anni dall’apertura di una partita Iva c’è la chiusura. Questo dato ognuno lo sottovaluta, ma per un motivo ben preciso: allo stato fa piacere, ci guadagna tantissimo. Infatti la chiusura delle partite Iva significa, per chi l’ha aperta e chiusa, dieci anni di guai con lo stato. Guai che derivano dalle tante inadempienze commesse per salvare l’attività dovute all’elevata tassazione.

Per lo stato e le istituzioni in generale, avere tante aperture e chiusure, significa avere guadagni tripli rispetto alla media senza fare nulla, perché chi non paga sarà attaccato da equitalia che presenta un conto triplo rispetto a quello che dovrebbe pagare il contribuente, e lo stato si lecca i baffi. Solo che questo atteggiamento arrogante non fa altro che distruggere la persona e ridurla sul lastrico.

Allora mi domando: se nessuno aprisse la partita Iva lo stato non ha chi attaccare, quindi ci perde anche quel poco che potrebbe incassare. Allora la risposta è la seguente: perché lo stato, o meglio le inutili menti dei politici tutti, non fanno una legge ben precisa per chi apre una nuova partita IVA. Iniziando ad esentarli dai contributi previdenziali per i primi cinque anni di attività. Ovviamente con una capillare esenzione di tutte le altre tasse, in modo tale che il soggetto può dedicarsi esclusivamente per la crescita dell’impresa? Lo stato non ci perde niente, perché se nessuno apre partite iva non esistono, mentre se esistono c’è la speranza che dopo cinque anni l’attività va, e lo stato avrà a suo favore un aumento del Pil. Possibile che questi signori del potere non ci arrivano? O gli fa piacere che la situazione resti quella attuale per guadagnare soldi per rendita, cioè immoralmente, distruggendo le persone?