Mar. Lug 5th, 2022

ROMA- Aveva ragione l’ex governatore della Campania Stefano Caldoro quando disse che non si dovevano chiudere le province ma chiudere senza tintinnamenti le regioni italiane. A dirlo era un governatore ancora in carica, quindi le sue affermazioni valevano doppio. Non si sbagliava, perché le regioni sono un’altra fetta di marcio di questa società corrotta italiana. All’interno delle regioni avvengono le maggiori nefandezze che ledono la stabilità economica dei cittadini. E non sono chiacchiere campate in aria: 20 miliardi di euro di buco complessivo per le Regioni italiane scoperte dalla consulta, che ha accesso i riflettori sulle massime istituzioni locali. La bocciatura del bilancio 2013 della Regione Piemonte, stabilito dalla Consulta dopo aver scoperto il trucco contabile usato da quasi tutte le amministrazioni regionali, che si sono fatti prestare i soldi dallo stato per finanziare, anziché i debiti arretrati, nuova spesa corrente, ha posto in discussione i conti regionali che ora sono sulle scrivanie dei tecnici del Tesoro e della Ragioneria di Stato.

Le regioni italiane sono diventate negli ultimi anni teatrini di ruberie e truffe sui rimborsi consiliari, a buchi neri del bilancio pubblico, e altre nefandezze che hanno posto le regioni al centro dell’attenzione mediatica e della magistratura. Chi ha fatto le leggi sono stati comunque i politici, che alla fine le hanno indirizzate a favare dei partiti e non certamente a favore delle esigenze dei cittadini. Massima responsabilità per i politici tutti, perché intorno alle regioni si è costruito un potere doppio capace di dare consensi.

L’autonomia e il potere di spesa accordato alle Regioni è finito in barzelletta. In questi ultimi anni le indagini condotte dalle forze dell’ordine su rimborsi truffa per i consiglieri regionali: cene, viaggi, hotel, regali, multe, buffet a matrimoni e funerali, vibratori, hanno dimostrato come le regioni, come diceva Caldoro, vanno completamente chiuse e ridato in mano agli enti provinciali, territorialmente più vicino ai cittadini, tutte le competenze per far meglio camminare la macchina pubblica. Ad avere la peggio in tutto ciò, sono i cittadini, che si ritrovano a pagare sempre più tasse per ripianare i debiti di una pubblica amministrazione che fa acqua dappertutto. È con la nuova la riforma del Senato che il governo Renzi vuole approvare,  saranno proprio i consiglieri regionali i nuovi senatori della Repubblica. Insomma, schifo su schifo, questo è quello che è buono a produrre la politica italiana che, in fin dei conti, o parlamento o regioni, sono sempre i partiti che decidono cosa si deve fare.