Ven. Feb 3rd, 2023

ROMA- La politica e i politici ci hanno abituati a chiacchiere diffuse a poche ore da ogni terremoto. Parole di conforto, rassicurazioni, e tante altre parole di sostegno che poi alla fine si sono rivelate falsità inaudite. L’Umbria sta ancora soffrendo il suo terremoto, l’aquila altrettanto, e anche una buona parte del sisma dell’Emilia è rimasto con molti punti interrogativi.

Noi siamo un paese ad alta intensità sismica, lo sappiamo benissimo, nonostante ciò facciamo ben poco per mettere in sicurezza le aree più a rischio. Il bilancio provvisorio del terremoto di ieri ci porta a 247 morti e moltissimi feriti. Comuni piegati e rasi al suolo sono il triste bilancio di quest’ennesima tragedia devastante della natura. Nelle prime ore dopo il terremoto si sono spese parole di ogni genere, ma quello che interessa a quello persone e riavere il loro paese.

Quello di ieri si può definire il terremoto dei bambini, perché sono tante le vite innocenti spazzate via dalla furia del terremoto. Famiglie distrutte, case giù che non sono più utilizzabili, è il bilancio di tristezza che colpisce chiunque ha guardato le immagini in TV.

La politica la smetta di fare chiacchiere, ma s’impegni seriamente per restituire certezza alle tante persone che hanno perso tutto. Questo è l’ennesimo lutto di un Italia incapace di dare un minimo di sicurezza la dove le scosse possono essere una realtà. Ogni volta ci caschiamo, ed ogni volta, dopo le ore di angoscia iniziale, il paese torna alla normalità dimenticando chi resta a soffrire.