Ven. Set 30th, 2022

ROMA- nessuno ci crede, ma in effetti siamo un popolo di folli, prima ci lamentiamo per la imponente crisi economica e la mancanza di liquidità e poi ricorriamo ai debiti per andarcene in vacanza. Se non è follia questa ditemi qual è la follia.

Secondo i numeri elaborati da Facile.it e Prestiti.it all’interno del loro periodico Osservatorio sul credito al consumo, nel primo semestre del 2015 i finanziamenti erogati per pagare viaggi e vacanze sono stati pari a circa 26 milioni di euro.

La cifra è senza dubbio molto alta, ma a ben guardare l’incidenza di questo tipo di prestiti rispetto al totale di quelli richiesti nel nostro Paese si è leggermente contratta, attestandosi allo 0,82% e tornando ai livelli registrati nel 2013 (0,83%). Notevolmente ridotta rispetto allo scorso anno, invece, la cifra mediarichiesta, che nei primi sei mesi del 2015 è stata di 4.200 euro, mentre lo scorso anno era pari a 5.300 euro: una riduzione equivalente al 20%.

Continuando a scorrere i numeri dell’Osservatorio di Facile.it e Prestiti.it, si scopre come a crescere siano stati, invece, i tempi di restituzione previsti. Nel 2014 chi chiedeva un finanziamento per pagare un viaggio aveva in mente di restituire l’importo in 42 rate, nel 2015 si è passati a 47, vale a dire che la vacanza verrà pagata in circa 4 anni.

Qualcosa cambia anche in merito al profilo del richiedente; se nel 2014 l’età media di chi voleva un prestito per andare in vacanza era abbastanza bassa (38 anni), nel primo semestre 2015 si è alzata arrivando a 41 anni. Unendo questo dato a quello dell’importo richiesto e dello stipendio di chi sottoscrive la domanda (1.600 euro in media), è possibile ipotizzare la riduzione dell’incidenza dei viaggi di nozze sul totale di quelli pagati con un prestito e l’aumento delle vacanze “familiari” in destinazioni non troppo lontane.

Insomma, gli italiani si adeguano al modus operandi dello stato pur di continuare a fare quelle che facevano con la lira, sono disposti a riempirsi di debiti pur di farlo. In effetti seguono le orme di chi li governa: l’italia è uno stato poveraccio ma continua a fare debiti per apparire un signore.