Ven. Ago 19th, 2022

Il maltempo non è certamente una malattia, però si muore come se fosse una malattia. In queste ore tra la Sicilia e il veneto il maltempo le sta flagellando. Ci sono diversi morti nel palermitano e altri nel veneto.

Il bollettino di questa ondata di maltempo è terrificante. Nove persone sono morte in contrada Cavallaro a Casteldaccia, a Palermo,  per l’esondazione del Milicia: il fiume ha travolto la villa dove due famiglie stavano trascorrendo una serata in compagnia. Tra le vittime di questa tragedia ci sono anche tre bambini. A salvarsi sono state altre persone che erano uscite dalla villa per fare degli acquisti. Un’altra persona si è salvata perché si è arrampicata su un albero.  Una decima vittima a Vicari, dove un uomo è stato travolto in auto dal torrente San Leonardo mentre cercava di salvare un giovane bloccato nel suo distributore di benzina. Si cerca ancora un medico disperso nella zona di Corleone.

Altri disastri si sono verificati in veneto. Insomma, il maltempo di queste settimane è un vero bollettino da guerra. Perché tutto questo? La risposta è semplice: nessuno ha vigilato sullo stato dei fiumi o canali e le piogge impazzite di queste settimane hanno ingrossato i fiumi e gli argini non hanno retto. Un rituale che si ripete ogni anno, e solo quando ci scappa il morto il clamore si fa evidente.

Quello che si doveva fare però non è stato fatto, e nessuno ha messo in sicurezza i fiumi per evitare che ci fossero altri morti. Oltre a non porre massima attenzione alle condizioni delle nostre montagne e le reti fognarie che scoppiano e allagano tutto.