Mar. Ott 4th, 2022

PARETE – E sì, l’estate ormai è agli sgoccioli, e come sempre avviene a ridosso di una campagna elettorale per le comunali, appena dopo l’estate si affilano le armi per affrontare le elezioni. Nel 2016 Parete ritorna al voto, e in prima fila a gareggiare c’è l’attuale sindaco Raffaele Vitale. Ma dopo di lui comunque sono già partiti i tanti sommergibili che navigano nelle acque calme del prima elezioni. Ma la tempeste è sempre in agguato, e quindi il timone deve essere tenuto ben saldo nelle mani.

Vitale ci vuole riprovare, legittimamente, perché una sua non candidatura significherebbe  accettare la disfatta della sua giunta comunale. Il PD paretano è spaccato in due tronconi: da una parte c’è l’area renziana pronta a dare assistenza al sindaco uscente, dall’altra c’è invece l’area riformista che non vuole assolutamente sentir parlare di una ricandidatura di Vitale. Ma sappiamo anche che il PD paretano è un partito furbo, alla fine tutti fanno un passo indietro e appoggiano il candidato sindaco designato dal partito. Ma c’è anche chi vocifera che all’interno del PD, vista la spaccatura, c’è chi caldeggia l’idea di una lista civica che sfidi tutti.

Questo è quello che riguarda casa PD. Ma il resto è un susseguirsi di voci che vedono attori solitari che già da diversi mesi si sono autocandidati a sindaco senza nemmeno avere l’appoggio concreto dei cittadini. In casa M5S i giochi sono aperti. Ci sono nomi che circola da diversi mesi anche in casa grillini ma, chiaramente, sono nomi di poco spessore in termini di voti, poiché un candidato sindaco deve avere di suo perlomeno 200 voti di lista per poter affrontare la campagna elettorale con tranquillità. Sono nomi, nulla di concreto o deciso, ma già i nomi circolanti non danno le dovute garanzie per partire favoriti.

In casa centrodestra la situazione è ancora più ingarbugliata, poiché i diversi personalismi che caratterizzano ogni tornata elettorale possono mettere a rischio la tenuta di una coalizione di centrodestra capace di sconfiggere Vitale.  In casa centrodestra si naviga col sommergibile alla ricerca di alleanze del diavolo pur di vincere, ma le idee sono poco chiare e, come è già successo in passato, si vince ma si perde dopo le elezioni.  Al momento il centrodestra sembra non avere la visione giusta di quello che vuole fare. Troppi nomi, ma poca concretezza. Nomi che possono guidare una formazione di centrodestra seria e autorevole ci sono, ma i soliti personalismi creano nubi che impediscono la visione chiara e nitida di quello che si vuole fare, sul serio, per un paese che esce ucciso dai 5 anni di amministrazione Vitale.