Gio. Ago 11th, 2022

ROMA- Se giri per le vie di Roma, i romani sono incazzati neri nei confronti della vecchia politica. Li detestano più di quanto possano detestare il peggior avversario calcistico. Nei bar, nei ristoranti, nei luoghi di ritrovo, il sentimento è unanime contro la vecchia politica. Tutto, invece, ruota intorno al M5S come ancora di salvezza. Eppure il M5S continua a commettere errori su errori. Ora i romani però possono pure incazzarsi, perché cercano la svolta.

Una svolta che viene decisa da un gruppo di 3272 iscritti. Ma stiamo scherzando. Su un bacino di elettori che supera di lunga i due milioni, più di tremila persone sarebbero la base che sceglie democraticamente il candidato sindaco di una città come Roma.  E no, ora veramente i romani si incazzano. Ed hanno veramente ragione. Il popolo romano cerca una persona autorevole che possa guidare la città. Senza togliere nulla alle persone che sono state scelte, ma in una città come Roma c’è bisogno di una figura autorevole che possa rasserenare i romani e invogliarli a votare per il movimento.

Il candidato sindaco non si sceglie così, purtroppo. La rete non è lo strumento, anche se si parla di regole del M5S, giusto per decidere. Anche perché il numero di persone che ha scelto sono esigue e non fanno testo sull’intero corpo elettorale romano. Il metodo, e anche le regole del movimento, non vanno più bene. Le regole imposte creano difficoltà nel costruire le liste nelle realtà locali, specialmente in quelle piccole. Oltre ad esserci delle grandi differenze nelle scelte per una grande città, e quelle che si fanno invece nelle piccole realtà locale, dove la rete non viene usata per decidere. Allora mi chiedo: perché nelle piccole realtà si può fare a meno della rete e nelle grandi realtà no?

È meglio che il movimento si appresti a cambiare velocemente le regole, perché nei piccoli centri, ma anche in quelli grandi, le persone non accettano di candidarsi col movimento, come se si fosse sviluppata una tale paura tra le persone per via dei metodi e delle regole. Se si continua così, finisce che saranno pochissimi i comuni che presenteranno liste del M5S alle prossime amministrative.