Ven. Ago 19th, 2022

La scorsa settimana abbiamo sentito molte persone per strada, fuori dai centri commerciali, tanto per sondare l’opinione pubblica sullo stato di salute del bel paese. Non siamo un grande giornale e l’unico strumento che abbiamo e possiamo usare è questo: il contatto diretto. Il risultato porta a una Italia malata. Soprattutto porta a un paese diviso a metà. In giro abbiamo trovato molta sofferenza. Spesso è una sofferenza coperta dalla dignità delle persone, che quasi si vergognano del loro stato di cose. Anche se non si dovrebbe, ed è quello che abbiamo cercato di fargli capire per rincuorarli.

Emerge un quadro nero per molte persone. Dietro ogni persona può esserci malessere, anche se non muore il sorriso, infatti le persone perbene ci hanno accolto col sorriso. La preoccupazione di tutti è sempre il lavoro, e al sud il lavoro è una mannaia dalla fine della seconda guerra mondiale. Il fattore lavoro mette in crisi molte famiglie e persone. Chi è senza lavoro o chi vive di lavoro precario vive in totale sofferenza. Ad alleviare il loro malessere lavorativo ci ha pensato il reddito di cittadinanza. Abbiamo chiesto lumi direttamente a chi lo percepisce: si va dalle 450 euro per un singolo soggetto, per passare alle 560 euro per due persone dello stesso nucleo familiare. Si va verso le 700-800 per tre persone in un nucleo familiare, fino ad arrivare ai mille euro per una famiglia di quattro persone o 1200 euro per una famiglia con disabile in casa. In contanti si possono prelevare solo 100 euro per ogni componente familiare e non superiore a 200 euro, il resto è per acquisti. Molti di loro ci hanno detto che riescono a pagare le bollette e fare la spesa per la casa, per quelli che ci riescono pagano anche gli arretrati per pianificare la loro vita e farla ripartire.

Per la maggioranza delle persone ascoltate, il sentimento verso la politica è di grande disprezzo. Reputano essa responsabile dei mali del paese. Accusano i politici di non eliminare la montagna di tasse e l’enorme burocrazia che impedisce di vivere serenamente. Le persone si sentono esasperate per via dell’enorme richiesta di pagamenti: lo stato chiede soldi, le regioni chiedono soldi, i comuni chiedono soldi, e quando non c’è lavoro non c’è possibilità di pagare. Molti di essi uscivano da situazioni difficili che hanno dovuto spesso scegliere tra il mangiare o pagare le tasse. Molti hanno scelto di mangiare ma dopo sono diventati cavie colpite ripetutamente da Equitalia prima e agenzia di riscossione dopo, senza trovare più via d’uscita.

Poi abbiamo incontrato anche chi aveva un lavoro fisso. Anche in questo caso sono state riscontrate anomalie tutte italiane. Infatti chi aveva uno stipendio di 1500-1800 euro mensili le cose andavano bene, ma chi invece percepisce uno stipendio di 1000-1200 euro mensili, nonostante sia fisso, non riuscivano ad arrivare alla fine del mese. Tutti lamentavano che pagare tutto quello che gli enti chiedono, diventa impossibile anche per chi prende 1500 euro al mese avendo un muto per la casa, figuriamoci per chi non ha niente o ha poco. La vita di molti italiani è limitata a dispetto di quello che si dice e si vede. Sono i genitori a sacrificarsi per il bene dei figli che, comunque, è un cattivo costume poiché i figli non capiranno mai il senso dei sacrifici.

Per concludere, l’Italia sta peggiorando anno in anno, e la situazione è degenerativa poiché non ci sono state politiche del lavoro per garantire a tutti di avere un’occupazione. Le retribuzioni non sono più in linea con la vita quotidiana, e il bel paese è diviso a metà. Si è creata una divisione sociale impressionante, da un lato chi sta bene, dall’altro chi non ha niente o poco. L’Italia è un paese da resettare e farlo ripartire d’accapo. Sia il caso che la politica iniziasse a guardare alla pancia della gente, perché la situazione così come sta andando avanti non sarà sopportabile a lungo.