Mer. Feb 21st, 2024

A volte fa proprio rabbia quando i politici vogliono insegnare ai cittadini regole da loro imposte secondo un criterio che non rispecchia la realtà. C’è un grande distacco dal mondo politico e la realtà quotidiana di chiunque lavora e crea ricchezza in questo paese. Il Pil non lo fa la politica e nemmeno la finanza, lo fanno le braccia di chi lavora.
L’agricoltura è piena di bracce che ogni giorno si svegliano all’alba per recarsi nei campi per raccogliere i frutti di un lavoro pesante. Queste braccia devono fare fatica per far quadrare i conti, poiché c’è un mondo parassitario che guadagna più di loro. Mentre loro sgobbano un anno intero, commercianti che gestiscono il commercio della frutta pagano pochissimo. I prezzi a mercato sono bassi, quelli di vendita sono alti. Spesso gli agricoltori abbandonano le coltivazioni perché è controproducente raccogliere. Non ne vale la pena. Non so coprono nemmeno le spese.
La politica rimane sempre a guardare. Anche perché alcune azioni politiche, come quelle europee, favoriscono i prodotti esteri mettendo a dura prova quelli interni. L’agricoltura italiana ogni anno va in sofferenza: non riesce a vendere i prodotti della terra come si dovrebbe. In Italia ci vuole la filiera corta. Il commercio dei prodotti agricoli fa un giro enorme, chi ne paga le conseguenze sono gli agricoltori in primis, ma anche il consumatore paga più del dovuto. Ci vogliono nuove regole per evitare che agli agricoltori nom finisca nulla in tasca. Queste regole le deve scrivere la politica.