Dom. Feb 5th, 2023

ROMA –I primi responsabili sono stati i media del sud, che hanno imparato i lettori ad essere affascinati dalla cronaca e non dalla cultura. I secondi responsabili sono state le istituzioni scolastiche, deboli anche della presenza forte delle famiglie, si sono arrese dinanzi al malcostume che si è venuto a creare con la modernizzazione. Infine le istituzioni che, forte di media irresponsabili, irrobustiti dall’indebolimento delle scuole, hanno condizionato la vita sociale delle persone. Così il sud è diventato schiavo del potere politico, che ha indotto i cittadini verso una non cultura. Oggi i problemi meridionali sono tutti legati ad una carenza culturale.

Il fascino della cronaca porta il cittadino a documentarsi sulle vicende nere che si vivono tutti i giorni, ma non si concentrano e si documentano come eliminare le vicende di cronaca. Un punto di forza sono state anche le fiction televisive, che hanno incrementato quel fenomeno di cattiva cultura interpretando i mali del sud in maniera anche troppo violenta.

I cittadini meridionali devono comprendere l’urgenza di cambiare rotta, lasciare da parte la frenesia di farsi catturare dalle cronache, e porre attenzione massima su tutti quegli strumenti capaci di rendere cultura, partendo da una sana informazione. La carenza di cultura dipende tutto da come si è bravi a informarsi. Leggere determinati giornali, determinati libri, ascoltare chi diffonde cultura, sono tutti strumenti che allontanano la mente dalla cattiveria, e aiutano a capire cosa si può fare per riemergere.

La cultura è alla base del vivere quotidiano. Negli ultimi 50 anni la questione meridionale è sempre stata centrata sull’economico e non sul sociale. Se la politica non si è accorta dell’errore è perché era ciò che voleva.  Quando si parla di Mezzogiorno l’unico intervento cui si pensa è lo squilibro di reddito, la mancata industrializzazione e così via. Ma se continuiamo a pensare solo a problematiche mai risolte, tenendo lontano la voglia di far diventare il sud anche un popolo con una cultura diversa, non si va da nessuna parte.