Lun. Nov 28th, 2022

Primavera 2007. Douchy , comune francese a sud-est di Parigi. Nella sua tenuta , l’attore Alain Delon, incontra una cronista del celebre magazine “Paris Match” per un’intervista. “Bonjour,monsieur Delon! , è un vero piacere incontrarla!…dove preferisce che avvenga la nostra chiaccherata ?…” , domanda senza alcun imbarazzo la giornalista. “Bonjour , madame!…direi che qui sarebbe perfetto!…” , risponde senza indugi, l’attore. “Qui?…ma non sarà un po’ scomodo?…insomma, non fraintenda, il bosco è suggestivo, però…forse sono un po’ lugubri tutte quelle tombe messe in fila , non trova ?…” , insinua con imbarazzo la donna. “Lugubri, madame ?… lugubri le tombe dei miei cani?…oh, no, no, no!…sono tutti come figli miei!…Ma , se è lei ad essere a disagio possiamo spostarci, vuole?…” , propone Delon. “No, ha ragione! , restiamo qui!…” , accondiscende la cronista, continuando : “Allora , monsieur Delon, qualche settimana fa ha annunciato il suo ritorno di fiamma con l’attrice Mireille Darc…ci racconti , com’è andata e , soprattutto, ci dica se è solo un’indiscrezione…sa, da un rubacuori come lei , c’è d’aspettarsi di tutto!…” . “Sì, è vero !, la mia vita sentimentale è stata , è, piuttosto “movimentata” , ma quello con Mireille non lo definirei un “ritorno di fiamma”…Mireille, non se n’è mai andata!…Mireille, è la donna della mia vita!…” , sentenzia categorico l’attore, aggiungendo : “”Rubacuori”?…certa stampa non la smetterà mai di attribuirmi una simile etichetta!…Sì, ho  amato molto, ma definirmi con quel termine insulso è un affronto, un vero affronto!…sembra parlino di un manichino, un buffone, uno smidollato!…e poi che ne sanno loro, che ne sa la gente della mia vita?…tutti credono sia un duro , quel che si dice : “Un vero uomo”, ma , non è così!…In realtà, ho sempre voluto dimostrare di essere un uomo , anche a costo di mettermi nei guai, circondandomi financo di boss di bubbia fama, proprio perchè , un modello di virilità, un padre mi è mancato!…il mio, infatti, è stato sempre assente…Altro che “rubacuori”!…lo scriva , lo scriva pure sul suo giornale : “Delon ha vissuto  mille vite” ; prima è stato un giovane scapestrato, un bohémien, un delinquente , poi : un attore , un attore con la “a” maiuscola,  il più grande attore francese, un divo burbero e solitario,  un istrione , un megalomane…”Delon è stato , è ogni cosa, buona o cattiva , tutto ,tranne un “rubacuori”!…” .

“Alain ha una bellezza ammaliante , un viso d’angelo e occhi di ghiaccio ipnotizzanti…ma vive in una solitudine profonda. Quel malessere l’ha sempre avuto dentro di sé. Tuttavia, non si lamenta : ha voglia di vivere così. Gli dà pace” . Così , con queste parole, l’attrice e regista Mireille Darc , descriveva qualche anno prima della sua scomparsa , il grande amore della sua vita : l’attore Alain Delon. Nato a Sceaux (Hauts-de-Seine, Francia) l’8 novembre del 1935 da Fabien , direttore di un cinema di quartiere e da Edìth Amold, farmacista, nel 1949,  a soli quattro anni , a causa del divorzio dei genitori, viene affidato alle cure di una famiglia adottiva. Trascorsa l’infanzia e l’adolescenza in diversi collegi, da cui viene ripetutamente  espulso per cattiva condotta, abbandona gli studi. Apprendista salumiere presso la macelleria del patrigno , a diciassette anni decide di arruolarsi nella marina francese di stanza in Indocina  , corpo da cui , dopo undici mesi di prigione per indisciplina, viene congedato. Tornato in Francia, a Parigi,  nel 1956,  per mantenersi , svolge  diversi  lavori : facchino, commesso, cameriere presso locali, alberghi e ristoranti di numerosi  quartieri malfamati della capitale. Poi, grazie all’incontro con l’attrice Brigitte Auber ,che lo introduce nel mondo del cinema, intraprende la carriera di attore e modello, trasferendosi a Roma. Tramontata l’ipotesi di un debutto hollywoodiano, convinto a restare in patria dal regista Yves Allegret, esordisce sul grande schermo nella pellicola “Godot” , diretta proprio da quest’ultimo. Confrontatosi per la prima volta con lo storico rivale , Jean Paul Belmondo, sul set di “Fatti bella e taci”di MarcAllégret , conosce l’attrice Romy Schneider , sua compagna per molti anni, durante le riprese del film “L’amante pura” di Pierre Gaspard Huit. Ancora protagonista nei panni di personaggi giovani ,prestanti e ammalianti nelle pellicole di Michel Boisrond “Le donne sono deboli”  e “Furore di vivere” , ottiene la consacrazione e la fama internazionale con “Delitto in pieno sole”,  il noir di René Clément , tratto da un romanzo di Patricia Highsmith. Quindi, scritturato dai registi italiani  Luchino Visconti e Michelangelo Antonioni, fra il 1960 e il 1963,  interpreta “L’eclisse” , “Rocco e i suoi fratelli” e “Il Gattopardo”, aggiudicandosi una candidatura ai Golden Globe come “migliore attore debuttante”. Rientrato in Francia come “uomo più bello del mondo” , recita con il suo idolo Jean Gabin nel film “Colpo grosso al casinò”di Henrì Vemeuil,  cui seguono:  “Il tulipano nero” di Christian Jaque , “Crisantemi per un delitto” , “Parigi brucia?”  di René Clément e “Tre passi nel delirio”di Louis Malle. Alternate pellicole americane         (“Né onore né gloria” di Mark Robson e “Texas oltre il fiume”di Michael Gordon) a polizieschi francesi d’autore ( “Frank Costello faccia d’angelo” di Jean-Pierre Melville  e “Il clan dei Siciliani” di Henri Vemeuil), desta scandalo nell’opinione pubbllica per la sua separazione dalla Schneider e per il matrimonio lampo con la collega Francine Canovas , che lo rende padre del figlio Anthony. Cimentatosi con generi più leggeri ( “La piscina”di Jacques Deray), nel ventennio Settanta-Ottanta gira una serie di film di successo : “Borsalino” ,“L’uomo di Saint Michel” ,“Flic Story” e “Tre uomini da abbattere” di Jacques Deray, “Zorro” di Duccio Tessari, “I senza nome” di Pierre Melville, “La prima notte di quiete”di Valerio Zurlini, “L’assassinio di Trotsky” e “Mr.Klein” di Joseph Losey. Stretto un sodalizio artistico e sentimentale con  l’attrice e regista Mireille Darc (durato sino al 1983), negli anni Novanta partecipa a pellicole quali : “Nouvelle vague” di Jean-Luc Godard  e “Uno dei due”di Patrice Leconte , ricevendo l’Orso d’oro alla carriera al Festival di Berlino. Dedicatosi all’attività teatrale e allontantosi dal cinema dopo la nascita dei figli Anouchka e Alain-Fabien, avuti dalla modella olandese Rosalie van Breemen, nel Duemila debutta in televisione, prendendo parte a sceneggiati e miniserie francesi. Tributato  di  riconoscimenti come il premio César e la Legione d’onore, dopo aver sconfitto la depressione e recuperato il rapporto interrotto con Mireille Darc, ritorna insieme con lei a teatro  , portando in scena , fra il 2007 e il 2014 , le pièce “Sur la route de Madison d’après le roman” di Robert James Waller e “Une journe ordinaire”. Provato dalla morte della Darc, scomparsa il 28 agosto scorso,  a Parigi , all’età di  settantanove anni, a seguito di una lunga malattia, a poche ore dal tragico evento, ha dichiarato a un’intervistatrice d’eccezione, la ex premiere dame Valerie Trierweiler : “Preferisco avere l’età che ho…così non dovrò vivere troppi anni senza di lei , soffrendo. Lei , almeno, non soffre più. Riposa. Adesso , quelli che soffrono , sono quelli che restano. Meritava così tanto di vivere. Lei era la donna della mia vita!” .