Dom. Ago 14th, 2022

Primavera 1994. San Felice Circeo, comune in provincia di Latina. Sul far dell’alba di un sabato di inizio maggio, una squadra di pescatori,  a bordo di una piccola imbarcazione, fa ritorno al porto dopo una battuta di pesca notturna. Attraccati a una banchina, gli infaticabili “lavoratori del mare”, scaricano gli imballaggi e le reti, con all’interno le  spigole e le orate pescate, aiutandosi a vicenda. Il più giovane tra questi, notato presso l’ormeggio accanto una barca a vela, riconosce, fermo sullo scafo, intento a fissare l’orizzonte, il giornalista e conduttore Alberto Castagna. Quindi, allertati i colleghi dell’inatteso avvistamento, richima l’attenzione del noto personaggio televisivo con un fischio. “Castaaaa’…Castagna!, ma che ci fai tu qua?…”, domanda il pescatore senza alcuna timidezza.  “Sono venuto al Circeo per pescare!…Stavo preparando la canna e le esche, ma,poi, ho visto voi e ho cambiato idea!…Voi sì che siete dei pescatori seri!…io, so’ un dilettante, un improvvisatore, un cialtrone o , sarebbe meglio dire, date le circostanze, un’autentica lenza!…”, risponde ironico, Castagna. “A Casta’, sarai pure ‘na frana  come pescatore, ma …come li risolvi tu, in TV, nel tuo programma, i problemi di cuore, non li risolve nessuno!…”, rilancia il giovanotto.“Grazie, bello mio! Tutto merito dei miei collaboratori!…Ma, mi sbaglio o qualcosa mi dice che pure te c’hai qualche grana amorosa?…confessa : t’ha piantato la ragazza?…se n’è andata, eh?… sta co’n’altro?…Non ti preoccupare, vedrai che si risolve tutto!…Altrimenti, ricorda : “persa una, cento trovate!…”””, esclama sornione il gironalista, prestato allo Spettacolo. “Oh, Casta’, ma com’è che hai fatto a indovina’, che non ti ho detto niente?…me se legge ‘n’faccia, eh?…Be’, in effetti, un problemino ce l’avrei!…Le cose stanno così: ce sta una che me piace e non so se io le  piaccio!…”, rivela  imbarazzato il giovane pescatore. “Bello mio, però, se non glielo fai capire, se non ti decidi a dirglielo, non lo saprai mai!…” , lo ammonisce Castagna, continuando, “Aspetta, aspetta!…non dire più nulla!…mi sa che ho capito : non sai come fare a dichiararti e vorresti che ti aiutassi io?…Ok!…Stai tranquillo, lascia fare a me!…Del resto, sono o non sono  il “dottor Stranamore?””.

 

“La mia immagine televisiva è quella che serve al conduttore di un programma leggero, basato sui sentimenti : un po’ gigione, un po’ ammiccante. E’ un’immagine dovuta a questo tipo di trasmissione. Invece, l’essenzialità, la concretezza fanno parte di me. Non dimentichiamo che io sono giornalista dal ’74, quindi la capacità di essere scarno, la cronaca, ecco, mi sono rimaste dentro”. Alberto Castagna spiegava così, nel corso di un’intervista, rilasciata qualche anno prima della  scomparsa,  il suo doppio ruolo di giornalista e conduttore TV. Nato il 23 dicembre del 1945, a Castiglion Fiorentino (Arezzo), da genitori di origini napoletane, cresce nell’Aretino insieme con la sorella Lucetta. Scontratosi in adolescenza con il padre, generale di cavalleria, che avrebbe voluto si iscrivesse alla facoltà di Medicina, dopo la laurea in Scienze politiche, intraprende la carriera di giornalista. Quindi, formatosi presso la redazione triestina del quotidiano “Il Piccolo”, nel 1981 si trasferisce a Roma, dove prosegue la sua attività giornalistica come redattore del giornale “Settimanale”. Poi, nel 1982, congedatosi dalla carta stamapata,  entra in Rai, dove fino al 1988 svolge i compiti di cronista e inviato del TG2, esperienza, questa, che gli consente di mettere in luce la sua spigliatezza. Notato, infatti, da Pippo Baudo, che gli affida i collegamenti esterni del varietà del sabato sera di Rai 2, “Serata d’onore”, dal 1989 intraprende la carriera di conduttore, presentando,sulla stessa rete, il contenitore del fine settimana, ideato da  Michele Guardì, “Mattina2”. Stretto, quindi, un sodalizio con il regista televisivo, nel 1992 è al timone, sempre sul secondo canale Rai, del programma del mezzogiorno: “I fatti vostri”. Raccolto un largo consenso di pubblico, grazie alla forte empatia e al suo stile familiare, nel 1993 decide, però, di firmare un contratto miliardario che lo lega in esclusiva all’emittente Mediaset, sulla cui rete ammiraglia, Canale5, esordisce con il quiz pomeridiano “Sarà vero?”. Già campione d’ascolti, premiato come “personaggio rivelazione dell’anno” ai Telegatti, nell’autunno del 1994 raggiunge il culmine della popolarità  con lo show  della domenica sera  “Stranamore”, trasmissione salvacuoriinfranti, che gli permette di girare l’Italia in camper alla ricerca di storie d’amore  travagliate da raccontare e a causa della quale si attira le critiche degli addetti ai lavori, convinti della non veridicità delle situzioni  proposte. Divenuto ormai volto di punta di Canale 5, dal 1995 al 1996  conduce numerosi varietà e programmi di intrattenimento (“Bellissima”, “Complotto di famiglia”, “Cuori e denari” e “Casa Castagna”), concedendosi una partecipazine, nelle vesti  di attore, alla serie di Rete4, diretta da  Beppe Cino, “La villa dei misteri”. Nel 1998, colpito da un doppio aneurisma all’aorta , subisce presso il Policlinico Gemelli di Roma, dove viene trasportato d’urgenza, due interventi estremamente complessi, le cui complicazioni ne determinano una lunga convalescenza, ricostruita ,non senza difficoltà, nel libro “La mano sul cuore”, edito nel 1999 da Mondadori. Tornato in video nell’aprile del 2001 con “Stranamore”, facendo registrare un ascolto pari a 10 milioni di spettatori, n’è stato il timoniere fino a pochi giorni prima dell’improvvisa scomparsa, avvenuta nella sua casa romana, il 1°marzo del 2005, all’età di cinquantanove anni, per via di un’emorragia interna. Legatissimo all’unica figlia Carolina, avuta nel 1992 dall’ex moglie, la dermatologa Maria Concetta (Pucci) Romano e alla compagna Francesca Rettondini, negli ultimi mesi di vita, passati a fronteggiare l’insorgere di un’affezione al rene, che ne aveva compromesso la funzionalità, scriveva con amarezza : “Della mia esistenza passata non voglio parlare. Quella, adesso, è stata spazzata via. Come un tornado spazza via un villaggio di capanne. Per anni ho vissuto giorno e notte davanti alle telecamere, sotto i flash dei fotograf. Non voglio nemmeno chiedermi quanto desiderandolo e quanto, al contrario, subendolo. Scoop veri e scoop falsi si sono così indistricabilmente mescolati nella mia vita di uomo di successo, che è praticamente impossibile distinguere verità e menzogna. Potrei dire la mia, ma ognuno continuerebbe a conservare l’immagine di Alberto Castagna, idolatrata e odiata, che aveva prima. Ma non è per questo che mi sottraggo. Mi sottraggo, ma non mi nascondo. Non rinnego, non smentisco, non confermo, non preciso. Che cosa, poi?. Quello che tutti sanno, quello che tutti credono di sapere, quello che nessuno sa?… Perché?… A che scopo?. Non scappo. Dico che non mi interessa. L’esperienza della malattia mi ha lasciato tanta voglia di vivere. E’ su questa che voglio concentrarmi. Mentre una volta erano importanti il lavoro, le responsabilità di una persona inserita in un certo ambiente, adesso c’è la voglia di guarire completamente, di godermi mia figlia e gli affetti familiari. E di vivere il più a lungo possibile” .