Ven. Ago 19th, 2022

NAPOLI –  “Mille euro lordi di incentivo per andare via. E’ la proposta indecente che si sono visti recapitare  i dipendenti di Almaviva di Napoli. E pensare che ciò accade a ridosso della sottoscrizione dell’accordo sbandierato dal Governo dello scorso 31 maggio. Sembravano scongiurati i licenziamenti del colosso multinazionale dei call center e dei servizi per la pubblica amministrazione  invece non è cambiato niente, se non in peggio”. Lo denuncia  Gennaro Saiello, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione Lavoro e Attività produttive da sempre vicino alla battaglia dei lavoratori del comparto che oggi ha incontrato i dipendenti della sede di Napoli di Almaviva.

“La cosa peggiore è che l’azienda ha chiesto ai dipendenti di scegliere per una messa in mobilità in cambio di 1000 euro lordi – aggiunge – Questa non è dignità, non è difesa del lavoro, ma giocare cinicamente sulla pelle delle persone”.

“In settimana i nostri parlamentari chiederanno in una interrogazione – annuncia Saiello – conto direttamente al ministro della gravissima vicenda che vede ancora una volta penalizzati i lavoratori”. “Addirittura De Luca, il 31 maggio scorso, con un tweet si è concesso il lusso di dire che erano stati salvati 400 posti di lavoro proprio in virtù dell’accordo raggiunto a Roma – afferma – e tutto a ridosso del voto delle comunali”. “I lavoratori di Almaviva, con un referendum proposto dai sindacati, avevano votato un secco ‘no’ a un accordo definitivo peggiorativo della loro situazione – sottolinea – e si sono ritrovati, fuori dalla stanza dei bottoni nella quale hanno approvato un testo identico a quello che avevano già bocciato: il contratto di solidarietà riservato ad alcune sedi e non a tutte e con riduzioni del compenso”.   “Siamo accanto ai lavoratori dall’inizio – conclude – Abbiamo portato in aula anche una mozione, approvata da tutto il Consiglio regionale, con la quale abbiamo indicato a una Giunta regionale distratta una strada percorribile per salvare i livelli occupazionali.  A distanza di mesi tutto tace ed è tutto fermo”.