Mar. Nov 29th, 2022

Si è tenuto ieri presso la Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza un incontro tra il Presidente dell’Organismo permanente di supporto al “Centro di Coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti”, Prefetto Vittorio Rizzi, e una delegazione del Media Free Rapid Response, un organismo finanziato dalla Commissione Europea che intende sviluppare un sistema rapido e coordinato di risposte sul tema della libertà di stampa nell’Unione Europea e nei paesi candidati all’allargamento.

Il Prefetto Rizzi nell’illustrare le attività curate dal “Centro di Coordinamento”, presieduto dal Ministro dell’Interno, e dall’”Organismo permanente di supporto”, ha evidenziato come i casi connessi al fenomeno siano in aumento negli ultimi anni, ribadendo che tale ascesa non sia esclusivamente da ricondurre ad un’esplosione del fenomeno sul territorio ma sia anche il frutto dell’azione di sensibilizzazione svolta affinchè i cronisti denuncino senza remore alle Forze di polizia ogni atto intimidatorio subito.

Nel corso dell’incontro, il Direttore del Servizio Analisi Criminale, Dirigente Superiore della Polizia di Stato dottor Stefano Delfini ha evidenziato come una parte sempre più rilevante degli eventi venga consumata attraverso i social network, mentre circa un atto su dieci sia riconducibile a contesti di criminalità organizzata.

Una parte consistente del fenomeno riguarda le giornaliste.

Le regioni in cui si registra il maggior numero di intimidazioni sono Lazio, Lombardia, Toscana, Sicilia ed Emilia-Romagna.