Mer. Lug 6th, 2022

Addio Italia. È quello che ormai tutte le aziende che hanno fatto la storia della nostra industria dicono al nostro paese. Hanno ragione: sono esasperate dalla enorme burocrazia, sono asfissiate dal fisco opprimente. Scappano via.

Ora anche il dado lascia l’Italia, se ne vanno in Portogallo. Lì il costo della manodopera è più basso e si pagano meno tasse.

Il dado Knorr non sarà più prodotto a Sanguinetto, in provincia di Verona, ma nel Paese della penisola iberica. Unilever ha infatti deciso di spostare la produzione. La scelta della multinazionale olandese-britannica, che dal 2000 è proprietaria del marchio, è categorica. È previsto il licenziamento collettivo di 76 dei 161 addetti. Dalla direzione di Unilever Italia precisano che la scelta sarebbe motivata da “una diminuzione del fatturato di più del 10 per cento in due anni, nel settore dei dadi tradizionali e dall’esigenza di rispondere alle mutate esigenze del mercato”. Da qui la decisione di consolidare la produzione in siti strategici o collegati ai mercati locali.

Cgil, Cisl e Uil sono sul piede di guerra e stanno concordando azioni di protesta. Temono esista già “un piano per cessare ogni attività” nella fabbrica italiana “dove non si fanno investimenti da circa 5 anni”, e questo nonostante gli sforzi sostenuti soprattutto dai lavoratori.