Gio. Feb 2nd, 2023

Il modus operandi, chi c’è c’è, è quello della fiducia per approvare le manovre e le leggi dello stato. È successo prima succede anche con il governo Meloni, che a poche ore di distanza si parla di chiedere la fiducia per approvare la manovra. Quindi nulla è cambiato. Cambiano i governi, cambiano i premier, ma la fiducia rimane l’unica strada percorribile per approvare provvedimenti.

La Meloni vuole l’approvazione della manovra prima di Natale, ma la strada è ancora tutta in salita. Al momento non è stato ancora prodotto nessun voto favorevole dalla Commissione. Mancherebbe ancora il deposito delle proposte di modifica dei relatori. Il testo della manovra è atteso mercoledì 21 dalle 13 in Aula alla Camera. Dopo 6 giorni di dibattito, condito da pause, attese di emendamenti che arrivano a singhiozzo, discussioni animate, la Commissione Bilancio della Camera procede ad oltranza da oltre 10 ore con una seduta notturna iniziata lunedì nel tardo pomeriggio che deve portare oggi al voto e al successivo mandato al relatore.

Si va, dunque verso il voto di fiducia, da effettuare giovedì per provare a chiudere la partita alla Camera venerdì sera, prima di Natale. Il termine per la consegna degli emendamenti alla Camera è stato fissato alle 16 di mercoledì, quello per gli ordini del giorno alle 17. Se tutto filasse liscio il passaggio in Senato potrebbe avvenire tra il 27 ed il 29 dicembre. Un calendario pensato per evitare l’esercizio provvisorio, che scatterebbe dal 1 gennaio in caso di mancato ok del Parlamento sul testo.