Ven. Ago 19th, 2022

Un’emorragia senza fine. Aziende che chiudo, aziende che vanno via, commercio al collasso, artigiano quasi inesistente, piccole imprese che chiudono a cascata. L’Italia naufraga sempre di più. Il lavoro rimane quella macchia che sta condizionando la vita degli italiani. Ora anche la storica azienda del cioccolato Pernigotti ha deciso di chiudere.

“E’ il risultato del circolo vizioso della delocalizzazione che inizia con l’acquisizione di marchi storici del Made in Italy, continua con lo spostamento all’estero delle fonti di approvvigionamento della materia prima agricola e si conclude con la chiusura degli stabilimenti con effetti sull’occupazione e sull’economia nazionale dal campo alla tavola”. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel commentare l’addio alla storica fabbrica della Pernigotti a Novi Ligure annunciato dai sindacati dopo l’incontro con i rappresentanti del gruppo turco Toksoz che è il maggior produttore mondiale di nocciole e che aveva acquisito il marchio nel 2013.

L’importazione di nocciole dalla Turchia in Italia – sottolinea la Coldiretti -è aumentata del 23% nel primi sette mesi del 2018 secondo l’Istat, nonostante i numerosi allarmi scattati per gli elevati livelli di aflatossine cancerogene. “Ma dall’olio allo zucchero fino al formaggio è lunga la lista delle etichette storiche italiane svendute all’estero ed utilizzate per veicolare sotto la bandiera tricolore produzioni ottenute all’estero” ha denunciato Prandini nel sottolineare che “l’Italia deve difendere il proprio patrimonio agroalimentare che ha portato in mani straniere tre marchi storici del Made in Italy alimentare su quattro”.