Mar. Lug 5th, 2022

Il governo si è fatto sorprendere impreparato. Oltretutto ha emanato una cascata di bonus che, invece, potevano servire per ospedali e ossigeno. E sì, quest’ultimo manca dappertutto, un segnale pericoloso, poiché senza ossigeno le persone malate di covid sono destinate ad atroce morte.

Mentre il governo e le regioni perdono tempo, negli ospedali la situazione è esplosiva. Si rischia di rimanere col cerino in mano.

A lanciare l’allarme sono gli anestesisti: “Ci attendiamo un raddoppio dei ricoveri ospedalieri e in terapia intensiva nella prossima settimana se il trend non muterà, ed in attesa degli eventuali benefici derivanti dalle misure dell’ultimo dpcm che potranno però evidenziarsi non prima di altri 10 giorni”. Lo afferma all’ANSA il presidente dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri (Aaroi) Alessandro Vergallo. Le terapie intensive “sono già sotto pressione. A fronte di ciò e dell’assenza di una medicina territoriale, la proposta di lockdown nazionale – rileva – è a questo punto ragionevole”.

Le terapie intensive – ha affermato – iniziano ad essere in crisi per il superamento della soglia limite del 30% di posti letto occupati per malati Covid”. Ma la crisi, precisa Vergallo, “riguarda l’intero sistema ospedaliero, per l’enorme pressione cui è sottoposto in questo momento”. Tale situazione, precisa, “è dovuta anche al fatto che la Medicina del territorio, che coinvolge circa 50mila medici di base, non sta funzionando”. Dunque, “visto che dalla Medicina del territorio non sta arrivando aiuto concreto e visto che gli ospedali cominciano ad essere saturi – ha concluso il presidente degli anestesisti rianimatori – la proposta della Fnomceo ci sembra a questo punto ragionevole. Si tratta di una proposta che accogliamo a malincuore per le implicazioni che ha, ma allo stato in cui siamo è ragionevole”.

La (Fnomceo) ieri ha chiesto un lockdown nazionale per contrastare l’emergenza epidemica da Covid-19 e fa sapere che “il ministro della Salute Roberto Speranza condivide le loro  preoccupazioni. Credo ne parlerà con il premier Conte e si farà quindi nell’ambito del governo una valutazione politica”.