Mar. Ott 4th, 2022

Primavera 1959 . Roma , via Veneto , rione Ludovisi . Notte fonda , Ponentino caldo e avvolgente , profumo di gelsomini nell’aria , luci dorate di lampioni , rumori di clacson misti al vociare confuso degli avventori dei numerosi ritrovi che lambiscono la strada . Seduti al tavolino del caffè “Doney” il regista Federico Fellini e il produttore Dino De Laurentiis discutono animatamente : “De Laurentiis ,  io sono convinto che il visionario sia l’unico realista !…tu , prima di finanziare il mio prossimo film mi chiedi di leggerne la sceneggiatura e io ti rispondo che non puoi ! , non puoi , perchè non c’è , non esiste ! , la mia è una pellicola “picassiana” !… ” . “Oh , bella ! …come sarebbe a dire “picassiana” ? …non sei mica un pittore te , Fellini ? … ” , obietta il produttore . “Intendevo dire che per realizzare il mio nuovo film seguirò la tecnica scultorea utilizzata dal celebre artista spagnolo : comporre una statua per romperla a martellate ! … ” , replica il regista . “Oh , Fellini , vuoi prendere a martellate la macchina da presa ? …francamente continuo a non capire !…e qui bisogna che ti spieghi meglio o altrimenti , voglio essere chiaro ,  non vedrai una lira ! …A Federi’ , noi siamo amici , te sei un gran regista , ma io sono un produttore e , come dicono in America , “Business is business ” ! …” , precisa De Laurentiis . “La storia che ho in mente è un sogno , una visione , un viaggio nell’interiorità di un uomo , sullo sfondo di una Roma frivola e leggera , come quella dei nostri tempi… ” , prova a spiegare Fellini . “A ‘ Federi’ , te insisti  , ma la storia non c’è !… ” , ribadisce il produttore . “Ah , Dino , amico mio ! ….perchè ti ostini a razionalizzare ciò che razionale non è ? ….La creazione artistica è un mistero , l’ispirazione è improvvisa …ti garantisco che l’idea c’è ! , poi , una volta sul set , verranno anche la storia e le scene , eh ? … ” , insiste pervicace il regista . “Fellini , non ci siamo , non ci siamo proprio ! …e io dovrei pagare la troupe , l’affitto dei teatri di posa , trucco e parrucco confidando soltanto nella tua ispirazione ? …e se arrivati a Cinecittà non ti viene in mente  niente che si fa ? …me li risarcisci te i soldi spesi ? …. ” , domanda con tono provocatorio De Laurentiis . “De Laurentiis , non ti offendere , non è nulla di personale , ma voi produttori siete davvero avidi , privi di poesia …il Cinema per voi è un mero computo delle entrate e delle uscite ! …ragionieri , ecco cosa siete , “ragionieri della celluloide”… ! ” , protesta Fellini . “A ‘Federi’ , ma che dici  !  , senza denaro che li avresti girati “Lo sceicco bianco” e “La strada” ? …e allora , su , andiamo , falla finita ! …io sarò pure un “ragioniere della celluloide” , come dici te , ma senza i miei capitali le fantasie di voi registi resterebbero deliri di melanconici ! …” , sbotta il produttore . “De Laurentiis , io non ti permetto ! …oh , Dinuccio , svegliami un po’ !…forse sto dormendo e questo è un sogno !…vedo una valchiria  uscire da una Mecedes decapottabile : eccola , indossa un tubino nero che ne esalta le forme , curve che sembrano quelle dello scalone  del Borromini ….avanza , viene verso di noi , si siede , ma allora è umana ? , chi è ? ….non importa , chiunque sia : è lei , è lei la protagonista ! … ” , sentenzia il regista . “Ma chi , Anita Ekberg ? …capirai , quella gira a Hollyood ! , sta qui , a Roma , a Trinità de’ monti ,  perchè il regista King Vidor le ha procurato un ingaggio in una produzione italiana , mi pare si chiami : “Il segno di Roma” , è un kolossal sulla storia dell’impero romano diretto da un certo Brignone …Nooo ! , non ci pensare nemmeno , non è adatta , non fa al caso nostro , non parla neanche una parola d’Italiano ! …bella è bella , ma è svedese , fascino freddo ! …agli Italiani non piacciono le Svedesi , preferiscono le mediterranee : la Lollo , la Loren …siete voi romagnoli che c’avete il chiodo fisso delle nordiche ! …sai come la chiamano negli Stati Uniti ? , “The iceberg ” , “l’Iceberg” , un pezzo de ghiaccio insomma ! … ” , chiosa De Laurentiis .  “Ma quale pezzo di ghiaccio  ? … ” , lo ammonisce Fellini , aggiungendo : ” Domani andremo a parlare con il suo agente …voglio incontrarla e farle subito un provino !…Anita , Anitona , sento che sarai la mia dolce musa ! … ” .

“Sono stata io a rendere famoso Federico Fellini non il contrario !” , precisava battagliera , nel corso di un’intervista televisiva , l’attrice svedese . Nata a Malmo , in Svezia , il 29 settembre del 1931 , crebbe in una famiglia numerosa , composta da quattordici fratelli . Educata in modo anticonvenzionale ,  ancora minorenne , dopo aver vinto il titolo di “Miss Svezia” , nel 1950 si trasferì negli Stati Uniti . Notata dal produttore Howard Hughes , fu scritturata dal regista Charles Lamont che le affidò un ruolo secondario nella pellicola , interpretata da Gianni e Pinotto , “Viaggio sul pianeta Venere” . Preso parte ad alcuni film del duo comico Jerry Lewis e Dean Martin , “Artisti e modelle ”  e  “Hollywood o morte !” , entrambi  di Frank Tashlin , nel 1956 vinse un “Golden Globe” come migliore attrice emergente . Ottenuto un ruolo nell’adattamento cinematografico del romanzo di Lev Tolstoj “Guerra e pace” , diretto da King Vidor , storia d’amore tra un ufficiale russo e una nobile fanciulla nel mezzo delle guerre napoleoniche , nel 1959 soggiornò nella Capitale per girare , negli stabilimenti di Cinecittà , il film di Guido Brignone “Nel segno di Roma” , kolossal in cui impersonò “Zenobia” , la regina di Palmira , ribellatasi all’imperatore “Marco Valerio” ( Georges Marchal ) . Attirata l’attenzione di fotografi e di cronisti , per via delle sue reiterate presenze nei locali della rinomata via Veneto , colpì l’immaginario del regista Federico Fellini che la scelse come protagonista , insieme con Marcello Mastroianni , de “La dolce vita” , storia del giornalista scandalistico “Marcello Rubini” e del suo rapporto conflittuale con il bel mondo della Città Eterna , attraverso il quale è condotto dall’avvenente attrice “Sylvia Aek” . Legata all’attore inglese  Anthony Steel , che abbandonò avendo deciso di vivere stabilmente nel Belpaese , nel 1960 intraprese una relazione con il regista Dino Risi da cui fu diretta nella pellicola “A porte chiuse” , vicenda di “Olga Duvovich” omicida che , sotto processo , irretisce giudici e opinione pubblica per poi scappare con un marinaio (Ettore Manni) . Scritturata nuovamente da Fellini come interprete de “Le tentazioni del dott Antonio ” , episodio del film corale “Boccaccio ’70” , storia del “prof Mazzuolo ” (Peppino De Filippo) moralista , censore , ossessionato dalla procace attrice , nel 1964 , interrotta la storia d’amore con il regista della commedia all’italiana , tornò in America . Bionda esploratrice alla ricerca di una navicella spaziale in “Chiamami bionda ” , di Gordon Douglas e amante di un pistolero (Charles Bronson) a caccia di un tesoro nel western di Robert Aldrich “I 4 del Texas” , nel 1965 , dopo la rottura del fidanzamento con l’attore Rik  Van Nutter , antagonista dell’agente 007 in ” Agente 007 Thunderball -Operazione tuono ” e la breve relazione con il cantante  Frank Sinatra , decise di abitare stabilmente  in Italia . Amante dell’imprenditore “Tullio Conforti ” (Alberto Sordi) contrario all’approvazione della legge sul divorzio , ma di fatto bigamo in “Scusi , lei è favorevole o contrario ? ” , pellicola diretta dallo stesso Sordi , sul finire degli anni Sessanta recitò nelle commedie di Luciano Salce , “Come imparai ad amare le donne” , vicenda dell’ex collegiale “Roberto” ( R Hoffmann) alle prese con donne e motori e di Vittorio De Sica ,  “Sette volte donna” , intrigo sentimentale ruotante intorno a un gruppo di donne . Il decennio del terrorismo e del compromesso storico , apertosi con “I clowns” , film /documentario di Fellini sulla vita circense in cui impersonò se stessa , fu scandito da una serie di camei in commedie scollacciate tra le quali : “Casa d’appuntamento” , di Ferdinando Merighi , in spaghetti western come “La lunga cavalcata della vendetta” , di Amerigo Anton  e in gialli quali “Suor omicidi” , di Giulio Berruti . Dimenticata dagli impresari e dai produttori  , nel 1987 apparve nella pellicola di Federico Fellini “Intervista” , rievocazione della giovinezza e degli esordi del cineasta riminese . Nel decennio Novanta , compiuti settant’anni , rivestì ruoli da caratterista in commedie leggere quali “Il conte Max” , rifacimento , diretto dall’attore Christian De Sica , dell’omonimo film di Mario Camerini interpretato dal padre Vittorio nel 1937 . Nel 2003 , omaggiata di riconoscimenti alla carriera come il “Capri Legend Award”  , rilasciò a mezzo stampa una lunga intervista nel corso della quale ricordò con grande affetto l’avvocato Gianni Agnelli da poco scomparso  , confermando , per poi smentire  repentinamente , le voci che circolavano da tempo sull’amore che , a partire dal 1970 ,   li  aveva legati  per più di un decennio . Ritiratasi dalle scene , negli ultimi anni della sua vita ,  funestata dalle precarie condizioni economiche e di salute ,   ha abitato a Genzano , comune dei Castelli romani , in completa solitudine , lontana dai clamori e dai luccichii del mondo dello spettacolo . Affidata su ordinanza del Tribunale di Velletri ,  alla tutela del  legale  Massimo Marais ,  ha trovato ospitalità e assistenza presso la clinica “Nemi” di Rocca di Papa , dove l’11 gennaio del 2015 , alle ore 10:30 è spirata . Gli abitanti di Genzano l’hanno ricordata , presso la camera ardente allestita nel comune , affidando al sindaco un loro messaggio : ” Negli anni d’oro Anita Ekberg si vedeva spesso in giro per il paese . Girava con vestiti cortissimi e scalza . Faceva la spesa al mercato ed era molto disponibile con la gente . Era una donna bellissima che parlava con gli occhi ” . La giornalista Valeria Rusconi , invece ,  ha scritto su “La Repubblica” : ” La fontana di Trevi di notte , con quel bagno al quale non riesce a resistere , improvvisato , con il lungo vestito e un richiamo , indirizzato a Marcello Mastroianni : “Marcello , come here ! , hurry up ! (“Marcello , vieni qui , sbrigati !) . Il pensiero va subito alla scena simbolo de “La dolce vita” , una scena simbolo del cinema mondiale , di un ‘epoca irripetibile , fatta di stelle bellissime e di capolavori .  A 83 anni muore Anita Ekberg . I migliori anni sono andati , la dolce vita è svanita , proprio come in quel meraviglioso sogno inventato da Fellini ” .