Ven. Ago 12th, 2022

Autunno 1795. Roma , via Quattro Fontane . In un edificio storico , abitato nell’Ottocento da un’anziana marchesa , sede dell’Accademia D’Arte Drammatica Silvio D’Amico , sono in corso le selezioni per l’ammissione ai corsi di recitazione  . Fuori dalla porta della stanza , un tempo un salotto in stile Impero , un gruppo di giovani aspiranti attori attende di entrare per sostenere un provino. Tra essi , la ventiquatrenne Anna , con lunghi capelli neri , aspetta il suo turno seduta su una sedia , finché una signora alta e snella , aperta la porta, non chiama il suo nome.  Fattasi coraggio , lanciato uno sguardo agli altri ragazzi , come per cercare aiuto , si alza ed avanza verso la sala . “Marchesini Anna ?” , tuona da un’austera cattedra la voce profonda dell’attore Tino Buazzelli ; “Sì!” , esclama ritrosa la giovane Anna. “Con quale monologo si presenta ?” , domanda Buazzelli ; “Quello di Nina dal “Gabbiano” di Cecohv!” , risponde timidamente la Marchesini. “Benissimo , cominci pure !” , la esorta l’attore.  Terminata la sua esibizione , Anna , ancora in preda all’emozione , dimentica di fermarsi davanti alla commissione per ascoltare il verdetto e si avvia verso l’uscita , suscitando le ironie di Buazzelli , che esclama : “Marchesini , cosa fa ?…pensavo ci tenesse a sapere l’esito del suo provino , visto che è la seconda volta che si presenta per l’ammissione ?!” . “Scusi , è l’agitazione !” , balbetta l’attrice , tornando indietro con rapidità . “Mi chiedo , qualora diventasse attrice , per via dell’agitazione , abbandonerebbe anche il palcoscenico ?” , si interroga con tono ironico  l’attore , continuando : “E’ con sommo dispiacere che le comunico la sua non idoneità …lei , non è ancora pronta , ma non demorda , non si scoraggi !…torni a trovarci l’anno prossimo , sempre che sia suo fermo proposito fare questo mestiere ?!…Noi , l’aspettiamo!. Per il futuro , le raccomando : impari a gestire l’ansia!” . Poi , uscita , andando incontro ai ragazzi , che le chiedono come sia andata , risponde : “Com’è andata ? …andata?, macché andata ? …bocciata , altro che andata! …e di nuovo , per la seconda volta!…Com’è che dicevo , tra me e me , stamattina ? : “Tranquilla Anna , vai a farti due risate!”…ancora , ancora bocciata , due volte di seguito !…Hai visto mai la vita ti dovesse sorridere troppo, Anni’? …Ah , ma io non mollo , non mi arrendo : prima o poi diventerò un’allieva dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico!…In fondo , grandissimi attori sono stati bocciati almeno una volta alla scuola d’Arte : Laurence Oliver , Marlon Brando , Dustin Hoffman e , se rifletto , noto con grande soddisfazione che sono tutti grandissimi uomini , perciò , mi sorge lecito e stuzzicante il dubbio : “Fossi anch’io un omo ?…” .

“Un’adolescente che , passeggiando per il Corso principale , sola o in compagnia e , munita di minigonna , non viene abordata da verun individuo di sesso opposto , nonostante esca tutte le sere , si dice : “racchia” . Un’adolescente appartenente a quest’ultima categoria la quale , però , cerchi di sfruttare al massimo le proprie qualità intellettive , si trovi a farlo nel 68′, decidendo di iscriversi alla facoltà di Psicologia , si dice : “alternativa” . Una ragazza che , con tale curriculum e laureata col massimo dei voti , decida di farsi quattro risate , si dice : “Anna Marchesini” . Con queste parole nel 2008 , l’attrice raccontava della sua adolescenza in un monologo dal titolo : “Che sono gemelle?” . Nata a Orvieto il 19 novembre del 1953 , si mostrò da subito bambina riflessiva e sensibile , attenta ai perchè della vita e della morte. Cresciuta con i fratelli Teresa e Gianni , a causa di vicissitudini familiari saltò un anno di scuola elementare , passando direttamente dalla prima alla terza. Conseguita  la maturità classica , si iscrisse alla facoltà di Psicologia dell’Università di Roma , laureandosi nel 1975 , all’età di ventidue anni . Nel 1976 , attratta dal teatro e dalla recitazione , entrò all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico , dopo essere stata  bocciata per ben due volte . Esordito in palcoscenico ancor prima di diplomarsi , con la commedia di Moliére “Il borghese gentiluomo”, accanto all’attore-maestro Tino Buazzelli , ottenne il diploma di “attrice di prosa” nel 1979. Nelle stagioni teatrali estive 1978-1979, 1980-1981 recitò , diretta dal regista ex- maestro Lorenzo Salveti , nelle commedie di Aristofane : “Le donne al Parlamento” e “Gli uccelli” . Entrata nella compagnia del Piccolo Teatro di Milano , diretta da Virginio Puecher , interpretò il dramma di Anton Cechov , “Platonov”. Comprimaria negli spettacoli “Il Trilussa Bazar” di Mario Scaccia , “Il Barbiere di Siviglia” di Mario Maranzana e “Il fantasma dell’Opera” di Tonino Pulci , nel 1982 partecipò a un programma per Italiani della televisione svizzera , nel corso del quale incontrò l’attore Tullio Solenghi . Sempre nello stesso anno , prestata la voce come doppiatrice a numerosi cartoni animati , film d’animazione e serie televisive ( “Il mago di Oz” , “Super car Gattiger” e “Star Trek” ) , conosciuto Massimo Lopez durante un turno di doppiaggio , strinse un sodalizio artistico e d’amicizia con i due colleghi .  I tre attori ,  fondato il  “Trio”, furono scritturati dalla Rai di Genova per animare le tredici puntate del varietà radiofonico di Radio due “Helzapoppin”, il cui successo di ascolti determinò la realizzazione di una seconda edizione . Passati dalle frequenze radiofoniche al piccolo schermo , notati dal regista Enzo Trapani , presero parte al varietà “Tastomatto”. Protagonisti del contenitore domenicale di Rai Uno “Domenica In” , nel 1986 si aggiudicarono un riconoscimento come “Rivelazione dell’anno” . Comici di punta dell’edizione 1987 del varietà del sabato sera di Rai Uno “Fantastico”, condotto da Pippo Baudo , visto il successo raggiunto , tennero uno spettacolo presso il Lincoln Center di New York , destando scalpore presso l’opinione pubblica per la presunta offesa arrecata nel corso di uno sketch alla madre del politico e capo spirituale dell’ Iran  Khomeini. Applauditi dalla platea del teatro Sistina  ,dove portarono  in scena  per la prima volta nel 1988  la commedia “Allacciare le cinture di sicurezza” , vinsero il premio “Biglietto d’oro” dell’anno . Scritta e registrata per la televisione la parodia omonima  ,tratta dal  romanzo di Alessandro Manzoni,  “I Promessi sposi” , in onda su Rai Uno per cinque puntate, con ascolto medio di 13.000 , nel 1990 ottennero un secondo “Bigliotto d’oro” grazie alla commedia “In principio era il Trio” . Sposatasi con l’attore Paki Valente , da cui nel 1993 ebbe la figlia Virginia e da cui divorziò nel 2001 , la Marchesini affrontò con discrezione la separazione dai colleghi . Ancora in video al fianco di Tullio Solenghi nella miniserie , in onda su  da Rai Uno , “La Rossa del Roxy Bar” , nel 1995 realizzò per il Capodanno televisivo della Rai uno speciale , nel quale interpretò alcuni monologhi di  personaggi comici. Ospite fissa di trasmissioni come “Quelli che il calcio” , condotto da Fabio Fazio e “comica d’onore” , ospite in due edizioni del Festival di Sanremo , presentate dallo stesso Fazio , tornò in teatro  con la piéce in due atti “Due di noi” e con la commedia breve “I Cinesi”  , entrambe interpretate al fianco di Tullio Solenghi . Dedicatasi esclusivamente al teatro , dal 1998 al 2006 interpretò e diresse i monologhi : “Un letto fra le lenticchie” , “Una patatina nello zucchero” , “L’occasione d’oro” e “La cerimonia del Massaggio” di Alan Bennett , “Le due Zitelle” di Tommaso Landolfi e Le lezioni della sessuologa Merope Generosa . Divenuta insegnante di recitazione presso l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico , nel 2008 si ricongiunse ai colleghi Solenghi e Lopez per festeggiare con il varietà in tre puntate “Non esiste più la mezza stagione”  , in  onda il sabato sera su Rai Uno , i venticinque anni dalla fondazione del Trio . Seppur provata  dalla malattia , un’artrite reumatoide e , lontana dalla televisione (tornò sul piccolo schermo solo in occasione di interviste) , nell’ultimo periodo della sua vita ha messo il luce uno straordinario  talento letterario , pubblicando racconti ( “Il terrazzino dei gerani timidi” , “Di mercoledì” e “Moscerine”)  e poesie (“Fiori di fitolacca” ) .  Sulle scene ,  fino allo scorso maggio , con lo spettacolo “Cirino e Marilda non si può fare” , adattamento del suo racconto “Moscerine”, aveva interrotto le repliche al Piccolo di Milano per via di una brusca caduta. Scomparsa a Orvieto , all’età di sessantadue anni , il 30 luglio del 2016 , aveva scritto nella sua autobiografia : “L’Accademia per me è uno dei posti più evocativi , come dicono i poeti. Da allieva sono stata bocciata due volte prima di essere ammessa  . Certe volte entravo nella scuola , salivo con l’ascensore fino al quinto piano solo per sentire l’odore , attraversare un corridoio , fare una domanda, solo per stare lì . Ogni volta che entro oggi cerco il mio professore , ch’è diventato direttore , Lorenzo Salveti : lo stringo , lo guardo , solo lui conosce quello che provo, quanto amo questa scuola! … anche se ora mi chiamano maestra , io sono un’allieva dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico! . Amo anche la parola Accademia. P.S. Ho già adocchiato una vetrinetta in sala riunioni con un  cofanetto verde di porcellana , credo. Ritengo sia ideale per contenere le mie ceneri . E’ un’aspirazione che piano piano troverò il coraggio di far uscire alla luce . Che detto di un mucchietto di ceneri non è appropiato . Posso tentare …E se mi bocciano di nuovo ?…E se poi l’Accademia trasloca?….E se durante il trasloco il cofanetto verde si rompe ? No eh! , essere spazzata via dall’Accademia no , mai più!” .