Dom. Ago 7th, 2022

Primavera 1953. Milano .  Mentre un vento caldo ,profumato di ciclamini , accarezza le foglie di un filare di platani che lambisce la strada , all’interno del Piccolo Teatro l’attrice Anna Maria Guarnieri discute con il direttore Paolo Grassi e con il regista Giorgio Strehler. “Signorina , si rende conto di ciò che ha fatto ?” , domanda il direttore , gesticolando nervosamente. “Lei si è sottoposta ad un provino per la televisione senza avvisare nessuno : questo è severamente vietato dal regolamento della nostra compagnia!…” . “Cosa intende dire ? , io ho solo ottenuto un piccolo ruolo in uno sceneggiato della Rai !” , prova a discolparsi la ragazza. “Appunto !…” , prende la parola il regista Strehler , riponendo nel taschino della giacca un paio di occhiali da sole , “Questo è un abominio per un’attrice teatrale , per un’attrice del Piccolo!…Questo luogo è come un tempio : chi vi si consacra non può infrangere il suo voto , barattandolo con la televisione : l’immonda scatoletta catodica con i suoi contenuti per massaie e facchini , che orrore! …Sono d’accordo con te , Grassi , l’allieva Guarnieri merita l’espulsione , non c’è dubbio!”. “Dunque , sarei un’allieva ribelle?…” , domanda con tono sarcastico la ventenne , arrotolando tra le mani i fogli di un copione , “Bene , allora vuol dire che avete ragione : non sono un’attrice degna di questo palcoscenico ed è meglio per me che vada via …anche se ritengo  tutto questo  spropositato e sgradevole ! ” . “Quello che pensa lei , cara signorina , è poco rilevante ..Stia bene e buona fortuna nell’inconcludente mondo  degli sceneggiati !” , chiosa adirato il direttore Grassi . ” Lo tenga sempre a mente, Guarnieri : lei è stata espulsa dal Piccolo , non perchè priva di talento , ma a causa della sua incapacità di rispettare le regole!” , tuona Strehler. “Tornerò a recitare e lavorerò sia in teatro che in televisione !….” , replica caparbiamente  la ragazza , concludendo : “Parola di Anna Maria Guarnieri , l’attrice ribelle” !” .

“E’ nata un’attrice ” . Con questa affermazione , nel 1953 ,  il teorico e critico del teatro Silvio D’Amico introduceva una recensione su Anna Maria Guarnieri , interprete del dramma “Quando la luce è blu” . Nata a Milano il 20 agosto del 1933 , figlia del direttore d’orchestra Antonio , dopo un’infanzia e un’adolescenza serene , terminati gli studi , frequentò l’Accademia dei Filodrammatici e il Piccolo Teatro , dal quale ,  su richiesta del direttore Paolo Grassi e del regista Giorgio Strehler , fu espulsa per indisciplina . Trasferitasi a Roma , nel 1953 debuttò in “Quando la luna è blu” di F.H.Herbert , accanto a Enrico Maria Salerno . Entrata nella Compagnia dei Giovani di Giorgio De Lullo , Romolo Valli , Rossella Falk ed Elsa Albani , interpretò sia ruoli drammatici ( Anna Frank) che brillanti (Gigi , dall’omonimo romanzo di Colette) . Esordito anche nel cinema , diretta da Mauro Bolognini ne “I giovani mariti” , preferì al grande schermo le tavole del palcoscenico . Nel 1962 , abbandonata la Compagnia dei Giovani , lavorò con i registi : Missiroli ( presso il Teatro Stabile di Torino) , Zeffirelli e Ronconi , per i quali interpretò le opere di Goldoni , Pirandello , Strindberg , Cechov e Shakespeare . Protagonista nel ventennio Sessanta-Settanta della prosa ( “Il mercante di Venezia” , “Schiccheri è grande” e “Il delitto di Lord Arturo Saville”) e degli sceneggiati Rai ( “Umiliati e offesi” e “L’idiota” , adattamenti dagli omonimi romanzi di Fedor Dostoevskij , ” Le stelle stanno a guiardare” e  “La cittadella”  , tratti dal romanzo di Archibald J. Cronin e “David Copperfield” , dal romanzo di Charles Dickens) , apparve per l’ultima volta sul piccolo schermo nel 1978 , nella serie diretta da Antonio Calenda “L’agente segreto”. Dedicatasi esclusivamente al teatro , negli anni Ottanta e Novanta impersonò i grandi ruoli tragici del teatro di Euripide (Clitennestra in “Ifigenia in Tauride” ) e di  Pirandello (“La ragione degli altri”) . Diradati gli impegni per via dell’età , nel 2014 , alla vigilia del suo ottantesimo compleanno e della prima dello spettacolo diretto da Gabriele Lavia , “Sinfonia d’autunno”, nel corso di un’intervista rilasciata a un giornalista di Repubblica.it , ha dichiarato : “E’ una bestia strana la paura. A me prende a teatro. Improvvisamente ho la sensazione di non ricordare più la parte , le battute , gli automatismi . Provo smarrimento. Il pubblico talvolta mente. Senti l’apoteosi degli applausi , poi esci e ascolti commenti irriguardosi . E’ come quando incontrandoti qualcuno ti dice : “Cara, non sei cambiata affatto, come ti trovo bene !” …”Ahia !”, penso io. Il fatto è che non sono convinta fino in fondo di me stessa . Ma so anche essere in grado , in ogni momento di gestirmi e di decidere cosa fare . Non è dunque vera insicurezza quella che mi affligge. E’ l’orrore di risentirmi , di rivedermi , di ripensarmi . Mi disapprovo , anche sapendo di valere . In parte, credo sia per via dell’educazione severa ricevuta da mio padre . Mio padre era molto esigente . Un mago del suono , uno che non ha voluto lasciare niente ai posteri . Ha fatto cancellare quasi tutte le registrazioni . La volontà di sparizione era all’altezza del suo bisogno di perfezione. Credo di averlo frainteso , di non aver capito quanta umiltà si nascondesse nella sua superbia. Io sono solo un’attrice . Lui è stato un artista” .