Ven. Ago 12th, 2022

Non è una sagra della castagna e nemmeno quella dei funghi, neanche una di salsicce e friarielli, è proprio l’apertura di puntate di oggi le “comiche”.

Nel partito del fu Enrico Berlinguer, grande uomo di carature politiche, oggi si annoverano lingue ridicole che fanno sorridere con le loro invettive sul nuovo governo. Per fortuna che gli italiani tanto stupidi non sono, e alla prima occasione riducono il PD ad un partito di pochi voti. Nel PD non c’è mai fine al grottesco che, purtroppo, sta ormai rovinosamente scivolando nel comico. Dopo cinque anni di governo non è riuscito a concepire una Manovra che permettesse all’Italia una vera ripresa economica. Eppure oggi, lo stesso partito che ha fallito al governo della nazione, lancia strampalate Contromanovre per sbugiardare la Manovra ufficiale del Governo Conte. Nel frattempo gli italiani ridono, ormai certi di trovarsi davanti attori comici di grande caratura.

Ma quello che più fa ridere di questa comitiva di avan spettacolo di un teatro ormai fallito, sono le idee strane di Martina e Renzi, seguite a ruota da altre menti eccelsi di quel partito ormai moribondo, ma non se ne fa una ragione. Hanno inguaiato l’Italia in cinque anni, come possono essere credibili contromanovre ora che sono all’opposizione? “Famose du risate”.

Il ridicolo sta nel fatto che solo oggi che sono all’opposizione i vari ministri, premier, e parlamentari del PD, si ricordano che si può fare una manovra per il bene dei cittadini. Ma essendo ex governanti si credono padreterni di un palcoscenico che sta per cadere. Insomma, hanno presentato una contromanovra con tutto quello che non è stato fatto in cinque anni di governo PD. Hanno parlato di “taglio del costo del lavoro di un punto all’anno per quattro anni per tutti i contratti a tempo indeterminato” e, ancora, “assegno universale per i figli: 240 euro al mese per ogni figlio minore a carico”. In effetti la fatocopia del reddito di cittadinanza in formato non credibile.

L’uomo che ha distrutto l’Italia e il Partito Democratico, poi, continua nel suo modo di essere. Alla Leopaloda ha detto “Non dobbiamo fare la manovra del Pd, qui ci sono un ministro dell’Economia e un premier che per anni hanno cercato di rassicurare i mercati”. Purtroppo nei suoi cinque anni non ha mai rassicurato la pancia dei cittadini italiani che morivano di fame. Come non ha mai rassicurato i cinquantenni senza lavoro, e nemmeno rassicurato la disperazione dei giovani che, grazie alle sue riforme del lavoro, si sono visti schiavizzare da un mercato del lavoro sottopagato che non garantisce più nulla per il futuro.

Per il PD la partenza per l’Italia dovrebbe essere la riduzione del deficit al 2,1% nel 2019, all’1,8% nel 2020 e all’1,5% nel 2021. E questo sarebbe possibile tramite sei misure indicate nel recupero dei tagli fatti ad Ecobonus e Iri fino all’abolizione dell’imposta di registro (per 4,9 miliardi) e alla cancellazione dell’Irap che da sola varrebbe 13,8 miliardi dal 2020 in poi.

Essendo chiacchiere di bottega all’interno della Leopolda, gli italiani che votavano in Alto Adige, ascoltate le parole di Renzi e i suoi commensali, hanno dato al PD solo il 3,8%, cioè nulla, mettendolo fuori. Evidentemente per gli elettori la domanda che si sono posti è stata quella che si fanno tutti gli italiani, perché presentare queste misure solo ora dopo 5 anni di Governo PD? Misure che oltretutto non danno nessun beneficio al paese. Vuol dire, si sono detti gli elettori, che quando sono al governo fanno il contrario di quello che promettono, com’è successo nei cinque anni passati, e non li hanno votati.