Ven. Lug 1st, 2022

SANTA MARIA CAPUA VETERE -II 24 settembre 2015, i Carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere, in esecuzione del decreto di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di S.M.C. Vetere, hanno tratto in arresto, traducendoli nella locale Casa Circondariale, CECERE Stefano e COCCHIARO Pasquale. I delitti contestati concernono la detenzione ed il porto di armi da fuoco, nonché una serie di rapine a mano armata, commesse in danno di esercizi commerciali fra il gennaio ed il marzo di quest’anno e che ha consentito agli indagati di procurarsi un profitto illecito pari complessivamente a ca. 10 mila euro. I destinatari del provvedimento di fermo sono accusati, infatti, di aver commesso, tra il 2014 e il 2015, ben sette rapine, con l’impiego di armi, in danno di farmacie ed altri esercizi commerciali, siti in Santa Maria Capua Vetere (comune di residenza degli indagati), Capua, Curti, Casapulla, San Prisco e Casagiove. II compendio indiziario raccolto è il frutto di un meticoloso lavoro dei carabinieri e dell’autorità giudiziaria, essendo stati utilizzati gli elementi tratti dalle riprese visive di impianti di video sorveglianza posti lungo la pubblica via nonché le dichiarazioni collaborative delle persone offese. Sono state, in tal modo, riscontrate modalità operative analoghe tra varie rapine commesse nei comuni della provincia di Caserta, tali da far ritenere come le medesime rapine fossero state commesse dalla stessa coppia di soggetti. Ed è proprio la serialità delle condotte accertate, unitamente con l’accertata ricorrenza dei medesimi beni strumentali impiegati per la commissione dei crimini (ciclomotore, arma, indumenti e via di seguito) ed altri elementi acquisiti come prova scientifica (impronte digitali), che ha consentito di ricostruire la gravita del quadro indiziario.