Mer. Mar 29th, 2023

Dopo l’epidemia è inevitabile vivere una crisi economica senza precedenti. I debiti fatti e accumulati nella fase emergenziale saranno tutti a carico dei cittadini. Saranno loro a pagare lo scotto dell’epidemia. Chi oggi è al governo dopo non ci sarà più, e chi arriverà dopo questo governo o dopo questa legislatura, dovrà fare i conti con debiti su debiti che vanno ripianati aumentando, di sicuro, le tasse ai cittadini.

Un primo assaggio sta arrivando dall’aumento dei prezzi di quasi tutte le materie prime che, di conseguenza, si ripercuotono sulla produzione e sul prodotto finito. Luce, gas, metano, pasta, grano, legno, carburanti, insomma, sono tanti gli aumenti che colpiscono beni di prima necessità. Con l’avvicinarsi della stagione invernale, sarà una botta secca per le tasche delle famiglie l’aumento di luce e gas. Si parla del 29% per luce e 14% per il gas.

I primi barlumi già si vedono. Ma saranno i mesi prossimi a far capire dove si è andati a finire. Tutti gli aumenti si ripercuotono sulla vita quotidiana dei cittadini, quindi con quello che si guadagna, le famiglie andranno seriamente in difficoltà. L’aumento sconsiderato delle materie prime sta trascinando tutti i settori in difficoltà sia in termini di approvvigionamento sia in termini di produzione e commercializzazione del prodotto finito. Tutto ciò si ripercuote sui consumatori, quindi sui cittadini. Se non si da un freno a questa catena di aumenti, le famiglie andranno dritti verso un collasso economico. Inoltre, gli aumenti potranno portare pure ad una brusca frenata dei consumi, che si traduce in chiusura di aziende e disoccupazione. Se le famiglie non acquistano non ci sono consumi, se non ci sono consumi, non c’è ripresa economica.