Mar. Lug 5th, 2022

Le uniche vittime di questa tragedia sono gli operatori che lavoro nel mercato ortofrutticolo di Aversa. Dalla mattina alla sera si sono visti strappare il lavoro per via di cavilli burocratici, risolvibili facilmente, che hanno portato alla chiusura temporanea del mercato. Temporanea non è stata, e oggi è ancora chiuso. Ieri gli operati si sono barricati nel mercato, e uno di loro ha minacciato di darsi fuoco. È chiaro che la disperazione è enorme, si parla di persone che hanno famiglie, hanno bisogno di questo lavoro, quindi la situazione è drammatica.

Detto questo, invece di fare “chiacchiere”, perché nel mercato ortofrutticolo di Aversa non si è mai fatto nulla? Sono passate le giunte Ferrara, due giunte Ciaramella, la giunta Sogliacco, la giunta De Cristofaro, eppure mai nulla si è messo in moto per adeguare il mercato secondo vecchi e nuovi parametri normativi con una sana ristrutturazione. Ora la patata bollente è passata nelle mani della giunta Golia, che da mesi tiene chiuso il mercato, e anche la paventata ristrutturazione con conseguente adeguamento, non parte.

Responsabilità ci sono, ma non credo che siano tutte attribuibili all’attuale amministrazione. Nei nostri territorio vige sempre il classico scaricabarile: le maggioranze diventano opposizioni e attaccano le maggioranze su cose che nemmeno loro hanno fatto. Sarebbe il caso di ragionare tutti insieme, maggioranza e opposizione, per trovare la soluzione più celere per riconsegnare il mercato alla sua funzionalità. Di mezzo c’è la vita dei lavoratori, molti di loro di sicuro hanno un muto, qualche finanziamento, e le banche chiedono di rientrare subito e non vogliono sentire ragioni. Molti di loro hanno figli a scuola, famiglie da far mangiare, problemi quotidiani, allora è meglio smetterla con le polemiche, sedersi tutti intorno ad un tavolo, e trovare immediatamente la soluzione per ripristinare il lavoro a queste persone. La responsabilità è di tutti, vecchi e nuovi amministratori. Scagliasse la prima pietra chi è senza peccato.