Lun. Ott 3rd, 2022

Prima l’epidemia  ora la guerra in Ucraina, mandano al tappeto il settore turistico italiano. Nuova tegola per il turismo in Italia: dopo la pandemia a pesare sono la guerra in Ucraina e le sanzioni contro la Russia. A lanciare l’allarme è l’Istat secondo cui ci sarà “un inevitabile azzeramento” della domanda russa e ciò “avrà un importante impatto sui ricavi” del settore. L’Istat fa presente che “i turisti russi sono da tempo tra quelli con la maggiore capacità di spesa (145 euro di spesa pro-capite giornaliera nel 2018, al quarto posto dopo giapponesi, cinesi e canadesi) e tra quelli più inclini a privilegiare le strutture alberghiere di lusso (più del 40% delle presenze dei russi nel 2019 erano registrate in questa tipologia di struttura).

Ancora una volta il settore turistico italiano fa i conti con una crisi che, questa volta, è generata dalla guerra che porta via enormi risorse per via della mancanza dei vacanzieri russi che da sempre previlegiano l’Italia come loro meta turistica. Infatti l’Istat ricorda che il turismo di provenienza russa ha rappresentato una “fonte di domanda vivace nell’ultimo decennio, con un picco di quasi 8 milioni di presenze nel 2013. Una fetta di turisti molo importante, anche perché molti di loro si concentrano sulle vacanze di lusso. Con gli effetti dell’emergenza sanitaria le presenze sono crollate a circa un milione nel 2020 e hanno avuto un ulteriore calo nel 2021 pari a circa il 40%”.