Gio. Ott 6th, 2022

ROMA- I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria ieri hanno arrestato il latitante di ‘ndrangheta Giuseppe Giorgi, di 56 anni, detto “u capra”, ritenuto elemento di vertice della cosca Romeo alias “Staccu”. Giorgi era ricercato dal 1994 e il suo nome era inserito nell’elenco dei 5 latitanti più pericolosi d’Italia. Deve scontare una condanna a 28 anni e 9 mesi.

Ma ieri dopo l’arresto del super latitante ‘ndranghetista si è verificato qualcosa di inquietante. Lo stato è stato sconfitto dall’onore a un boss della ‘ndrangheta, al quale gli è stato reso omaggio all’uscita dopo il suo arresto. Il Boss ha ricevuto l’omaggio degli amici e dei vicini di casa. Durante l’arresto, all’uscita di casa, il boss ha, infatti, ricevuto il baciamano, prima di essere portato via in auto dai carabinieri salutando gli abitanti del posto.

Il gesto di ieri dimostra come lo stato in Calabria è impotente. Ieri si è consumata una pagina grigia che vede lo stato diventare insignificante davanti alla potenza di un boss. L’immagine del baciamano ha fatto il giro del mondo. Il mondo intero ha potuto assistere quanto sia insignificante lo stato italiano davanti ad un boss. Lo stato non riceve nemmeno un applauso da parte dei cittadini residenti, mentre il boss esce come un eroe e riceve anche il baciamano come rispetto assoluto.

Gli elementi che portano al disgusto totale sono tanti, perché chi ha baciato la mano al boss, doveva essere arrestato insieme al boss. Non può essere ammesso che un uomo della ‘ndrangheta riceva un omaggio cosi significativo durante il suo arresto, oltretutto davanti agli uomini dello stato. La Calabria non è certamente tutta come quell’uomo che ha baciato la mano al boss, c’è una Calabria onesta che purtroppo non può fare niente dinanzi alla supremazia di un potere mafioso capace anche di essere omaggiato dopo l’arresto.