Mar. Nov 29th, 2022

Inverno 1955. New York, quartiere di Brooklyn. Nella zona di Coney Island, lambita da parchi divertimento sul mare, Barbara, tredicenne rimasta  orfana di padre appena nata, si aggira per la strada in ricerca della drogheria dove acquistare delle uova e  dello zucchero necessari per preparare, insieme con la sorella Roslyn,  una torta a sorpresa per il compleanno della madre Diana, detta: “Ida”.

Chiesto a un passante un’indicazione, riesce a trovare il negozio ed, entrata, attende il suo turno per l’acquisto dei prodotti di cui ha bisogno. In fila, accanto a lei, una signora che, notatala per via della minore età, inizia a farle delle domande: “Ciao, bella ragazzina, come ti chiami?…ti sei persa oppure è la mamma che ti ha mandato qui?…”.

“Mi chiamo Barbara, ho tredici anni e non mi sono persa, ma devo comprare delle uova e dello zucchero per preparare  una torta a sorpesa alla mamma per il suo compleanno!…”, spiega Barbara, subito interrotta dalla signora: “Oh, ma che brava!, che meravigliosa idea!…Vuoi molto bene alla tua mamma,vero?…Anch’io amo molto la mia!…Adesso non è più qui, tra noi, ma da lassù è sempre con me!…Senti, Barbara, che ne diresti se ,per fare prima e correre presto a casa, i prodotti che ti servono li comprassi io per te?…con la fila che c’è , rischi di far tardi e poi, se la mamma non ti trova : cosa penserà?…si spaventerà di certo!…”.

“Oh, grazie, signora!…lei, è molto gentile!…non so proprio come sdebitarmi con lei…”, si schermisce la piccola Barbara, incalzata nuovamente dalla signora: “Non preoccuparti, l’importante è che tu prepari la torta e che tua madre sia felice e contenta di te!…Poi, se proprio volessi, se ti va, potresti invitarmi a casa vostra per assaggiare un pezzetto di dolce!…”.

“Buongiorno a tutte, signore e signorine belle!…Oggi, per voi , in offerta, ho della carne di primo taglio…per non parlare poi della mozzarella : è arrivata giusto questa mattina dal Little Italy…la producono certi amici miei partenopei…”, fa il suo ingresso nel negozio di alimentari, il proprietario: Salvatore Calì, siciliano, emigrato da Ragusa.

“Oh, Salvatore,  ma questo supermarket è un angolo delle sorprese!…Ieri, i pomodori Pachino, oggi le mozzarelle, che meraviglia!…E dire che fino a qualche tempo fa, con la guerra, non era facile trovare neppure del pane…anche se, qui, a New York, non siamo stati poi così male!…”, rievoca la signora,che Calì esorta a godere dell’abbondanza attuale, scacciando i brutti ricordi del passato: “Signora, cosa pensiamo ancora a quelle cose!…Ora, stiamo  tutti bene… è tutto finito!…Piuttosto: chi è questa signorina?,non l’ho mai vista finora…è per caso vostra nipote?…No…aspetta, aspetta un po’…ma io ti riconosco: tu sei la figlia della Professoressa Diana Rosen…la professoressa di Lettere di mia figlia…Tu sei la piccola Barbara!…Picciridda, e tu che ci fai qui?…”, domanda il proprietario del negozio di alimentari.

“Sono venuta per comprare delle uova e della farina per fare una torta a sorpresa per il compleanno di mia madre…”, risponde la tredicenne.

“Una torta per il compleanno della Professoressa?…Ah, ma allora bisogna sbrigarsi…ora, sai che facciamo : prendo tutto l’occorrente e te lo mando direttamente a casa tramite il garzone di bottega…Non ti preoccupare: visto che è una sorpresa , faremo in modo da non essere scoperti…”,  rassicura la piccola Barbara , il proprietario del supermercato, chiedendo: “Ora, però, ce lo fai a tutti un piacere?…la tua mamma dice che hai una voce meravigliosa, che canti benissimo…che ne dici di farci sentire una canzone, che è quasi Natale?…Magari poi la cantiamo tutti insieme per festeggiare…Dai su, a te la scelta!…”.

“Ma…ma io, veramente…mi vergogno!…e poi io vorrei fare l’attrice e non la cantante…Comunque, se è per rallegrare tutti e, per festeggiare il Natale, va bene, canto!…La canzone che vi farò ascoltare è “White Christamas”…, annuncia Barbara, che, dopo aver cantato per l’intero negozio, riceve gli applausi e i complimenti di tutti e in particolare di  una delle clienti, che, commossa,le grida: “Unicaaaa!…”,  chiedendole il bis, richiesta che la tredicenne decide di accogliere, pensando tra sé: “Un giorno diventerò famosa, un giorno sarò una star!…”.

“A tredici anni già cantavo, ma volevo fare l’attrice, perché rimasi colpita dallo spettacolo “Il diario di Anna Frank”, che vidi a Broadway. Penso che rappresentasse la mia fuga dalla realtà. Sono diventata una cantante, perché non riuscivo a trovare lavoro come attrice. Sapevo di avere una bella voce. Quando ero piccola, a Brooklyn, ero conosciuta per essere “quella dalla bella voce e senza padre”. In un certo senso, ero unica. Ho sempre creduto nella forza di volontà. Come sapevo che sarei  diventata famosa?, perché lo volevo!”. Così, la cantante, attrice, regista e produttrice Barbra Streisand, in  un’intervista rilasciata qualche anno fa, in occasione del conferimento,nel giugno del 2007, da parte del  Presidente della Repubblica francese  dell’epoca, Nicolas Sarkozy,del titolo di “Ufficiale della Legion d’Onore” .

Nata a Brooklyn, il 24 aprile del 1942, da una coppia di origini ebraiche, Barbara   Joan,questo il vero nome della diva , rimane orfana del padre , professore di Lettere e Filosofia , a soli quindici mesi. Cresciuta con il patrigno e la sorellastra , Roslyn Kind , ha con il primo un rapporto conflittuale e tormentato .

Adolescente appassionata della musica jazz di Billie Holiday e delle commedie musicali di Judy Garland , debutta come cantante  nel 1960 , esibendosi poco più che ventenne in un bar del Greenwich Village a Manhattan, con il nome d’arte “Barbra” , storpiatura sulla locandina di “Barbara” , che decide di conservare.

Notata in quel frangente dai produttori della “Columbia Records” , fra il 1962 e il 1963, incide tre   album , grazie ai quali conquista  la vetta della classifica di Billboard e due prestigiosi Grammy Award .

Elogiata dai critici per “La voce potente , il timbro singolare e l’intensità interpretativa” , nel 1968, reduce da una trionfale esperienza a Broadway , viene scritturata come attrice dal regista di “Vacanze romane” ,William Wyler , che le assegna il ruolo di protagonista nel film , desunto dalla commedia musicale di Bob Merrill e Jule Styne , “Funny girl” , per la cui interpretazione si aggiudica un Oscar .

Stella di spettacoli televisivi come “My name is Barbra” (premiato con un Emmy ) , trasmessi dalla CBS , negli anni Settanta, pubblica numerosi dischi , giudicati dai critici : “Retaggio dei suoi inizi in night club” .

 Talentuosa prima donna in musical ( “Hello ,   Dolly!” , diretto da  Gene Kelly , “Il gufo e la gattina” , di Herbert Ross“E’ nata una stella” , di Frank Pierson , riproposizione della pellicola  interpretata nel 1954 da Judy Garland , che le vale il secondo Oscar , ottenuto in qualità  di cantante del brano-colonna sonora “Evergreen” ) e  in drammi   ( “Voglio la libertà” , di Irvin   Kershner e “Come eravamo” , di Sydney Pollack ) , nel ventennio Ottanta/Novanta, incide duetti (“No more tears-Enough is Enough” , brano cantato in coppia con Donna Summer) , singoli (“Woman in love”) e album-sbanca classifiche ( “Guilty” e “The Broadway Album”) .

Tornata a esibirsi dal vivo nel 1994 , dopo un periodo di assenza dalla ribalta , è premiata con un Grammy alla carriera . Poi , nuovamente in testa alle vendite con i dischi: “Duets” e “Love is the  answer” ,  regala ai cinefili altre pregevoli prove d’attrice drammatica ( “Yentl” ,   “Il principe

delle maree” , di cui cura anche la regia e “Pazza” , diretto invece da Martin Ritt) e brillante (“L’amore ha due facce” , terza prova da regista ).

Impegnata anche nel nuovo Millennio in una serie di tournèe e concerti (nel 2012   inaugura a Brooklyn   il Barklay Center , duettando con il trio musicale italiano  “Il Volo” ) nel 2014, pubblica gli album: “Release me” , “Back to Brooklyn” e “Partners” , registrato quest’ultimo insieme con celebrità internazionali del calibro di Michael Bublè , Beyoncè , John Legend e Lady Gaga .

 Volto di commedie leggere e degli equivoci ,quali : “Mi presenti i tuoi ? ” , di Jay Roach , “Vi presento i nostri” , di Paul Weitz e “Parto con mamma” , di Anne Fletcher , indossati i panni di produttrice , si  adopera per reperire i fondi necessari a realizzare  la pellicola , tratta dall’omonima commedia musicale , “Gypsy”.

Amante del Cinema italiano ( in diverse interviste esprime la sua ammirazione nei confronti  delle attrici italiane Eleonora Duse , Anna Magnani , Monica Vitti e Mariangela Melato ) e della politica ( più volte  si schiera apertamente a sostegno  del Partito democratico americano e dei suoi      leader ) , sposa cause sociali e   umanitarie , prendendo parte a eventi benefici come quello organizzato dall’ex Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton presso l’Ospedale Ceders di Los Angeles , per sensibilizzare le donne alla prevenzione delle malattie cardiache .

Veterana di riconoscimenti (come il Kennedy Center Honors) , nell’aprile del 2013, riceve presso il Lincoln Center, il Chaplin Award come “personalità leggendaria del cinema” , pronunciando al momento della premiazione , avvenuta al cospetto dell’allora Presidente degli Stati Uniti,  Barack Obama , il seguente discorso di ringraziamento : “Signor Presidente , grazie per aver trovato il tempo per essere qui con noi stasera , considerando quanto è impegnato a far cose importanti per la gente di tutto il mondo . […] Il mio cuore è spezzato dall’insensata violenza del nostro Paese , ma ok , stia tranquillo , non ho intenzione di parlare di questo argomento stasera . Questa è una serata di festa. Inizialmente, ho pensato che con tutti i problemi che il mondo sta attraversando sarebbe stato difficile parlare di film , tuttavia, mi sono resa conto della rilevanza che essi hanno in questo momento . Ci permettono di evadere dalla realtà , portandoci al di fuori di noi stessi . Ci permettono di accedere ai nostri sentimenti più profondi di esaltazione e di dolore .

 Charlie Chaplin, con i suoi film, ha saputo fare  questo , con le risate ha risollevato gli animi di chi viveva durante il periodo della Grande Depressione ed è quindi per me un onore ricevere un premio che porta il suo nome . Ho avuto il privilegio di lavorare con  i più grandi registi e da quanto mi ricordo da alcuni sono stata definita “prepotente e supponente” , forse perché è ciò che sono , quindi ; viva le donne prepotenti ! . Tuttavia , vorrei ringraziarli  comunque , così come vorrei ringraziare tutti gli attori con i quali ho avuto la fortuna di lavorare e che , in veste di  regista ,  ho diretto . Inoltre vorrei ringraziare ancora una volta il Presidente e i presenti per essere stati qui a condividere insieme a me questi ricordi , “Mem’ries”… Ora dovrei cantare la mia  canzone …ma non lo farò , non lo farò ! . Buona notte e grazie !” .

Tornata in sala di registrazione, negli anni fra il 2016 e il 2021, incide e pubblica i dischi “Encore: Movie Partners” , “Walls”, con il quale riceve anche una nomination al Grammy Award  e “Release me  2”, con dieci brani inditi, registrati durante la sua carriera.

Compiuti lo scorso 24 aprile gli ottant’anni, di sé, della sua carriera e del rapporto con la sua immagine, che non ha mai cambiato per assecondare i canoni in voga ad Hollywood,  ha detto: “Ho sempre deciso io cosa cantare. Ed ho lottato per questo. Non era importante per me sapere la quantità di denaro che avrei ricevuto. Tutto quello che volevo era cantare qualsiasi canzone volessi. Quando ho fatto “The Broadway Album”, dissero: “Oh no, non sono canzoni pop”. Ma io ho risposto: “Ho il diritto di cantare quello che voglio cantare”. A quel tempo, non mi avrebbero nemmeno pagato fino a quando non avessi venduto due milioni e mezzo di copie, ma l’album è arrivato in vetta alle classifiche. Devi fidarti del tuo istinto, se sei un artista, e devi fare quello in cui credi e niente altro. Quanto al mio aspetto,  il mio naso mi piace. Alcuni, quando ero più giovane, mi dicevano di togliere la gobba, ma io rispondevo che mi piaceva. Del resto, come avrei potuto fidarmi del senso estetico di un medico? E se avesse tolto troppo?…”.