Ven. Lug 1st, 2022

Inverno 1932. Harlem , contea di  New York  abitata da Afro-americani . Mentre un cielo carico di nubi grigie e raffiche di vento annunciano l’arrivo di un temporale , all’interno dell’esclusivo locale notturno “Blue Note” un gruppo di danzatrici esegue in prova la coreografia di un balletto , sulle note di un brano swing , suonato al pianoforte da un attempato  musicista . Il ritmo vibrante scandisce i passi e le figure mimate dalla giovani ragazze di colore , travestite da graziose e innocenti scolarette . Tuttavia , l’euforia suscitata in esse dalla danza si dilegua bruscamente una volta terminata la musica . Le ballerine allora , congedato il pianista , rimaste sole , attendono il proprietario del night per ricevere la paga mensile . “Che ne dite , stavolta Mr Dasch sarà puntuale ? … ” , domanda una ragazza ; “Lo spero bene ! ,  perchè i clienti qui sono talmente tirchi e le mance così esigue che lo scorso mese per pagare l’affitto ho dovuto lavare gli androni di un paio di abitazioni di Time Square ! ” , commenta un’altra . “Sciocche!…. ” , esordisce la veterana della  compagnia , “La crisi del 1929 ha messo in ginocchio  l’America , che era la più potente delle nazioni , come potete anche solo pensare che tutto torni come prima ? …Niente sarà come prima ! , Addio , sogno americano ! ….”. “Sta’ zitta ! , non fare il corvo !” , l’ammonisce una cameriera  , entrata per riordinare i tavoli ; “Il corvoooo?, ma non era la civetta ad annunciare disgrazie ? ” , prende la parola la prima ballerina in abiti da clown , che , avvistata all’ingresso della sala una ragazza di sedici anni vestita di bianco e con una gardenia tra i capelli , constata : “Guardate un po’ là , sta arrivando quella nuova , la cantante ! …Ecco , fra non molto si siederà , accenderà il fonografo , ascolterà una canzone di Armstrong , canticchierà ,  farà qualche moina e i clienti la riempiranno di dollari , ma lei , come al solito , come ogni sera , li rifiuterà , perchè è una vera signora , la signora del blues! ” .

“Io non mi figuro di cantare . Io mi sento come se suonassi uno strumento a fiato . Cerco di improvvisare come Lester Young o come Louis Armstrong . Quello che esce fuori è ciò che sento . Non mi va di cantare una canzone così com’è . Devo cambiarla alla mia maniera . E’ tutto quello che so ” . Così la cantante Billie Holiday parlava di sè e delle sue capacità vocali in un’intervista rilasciata a un giornalista del New York Times , nel 1950 . Nata il 7 aprile del 1915 a Baltimora (Maryland) dagli adolescenti Sadie Fagan , ballerina di fila e Clarence Holiday , suonatore di banjo , Eleonora o Elinore  Harris (questi i possibili veri nomi dell’artista) , abbandonata dal padre , fu accudita dalla madre e da una sua cugina . Trascorsa l’infanzia tra Baltimora e Filadelfia (Pensylvania) , a dieci anni si trasferì a New York prendendo alloggio nel sobborgo-ghetto di Harlem , abitato da sole persone di colore . Maltrattata dai familiari e abusata da uno   sconosciuto  , scappò trovando rifugio in una casa di tolleranza . Prostituta di notte e domestica di giorno , si appassionò alla musica jazz , ascoltando i dischi di Bessie Smith e di Louis Armstrong . Arrestata nel corso di una retata della polizia e condannata a quattro mesi di detenzione , scontata la sua pena ,  fu ingaggiata come cantante dal proprietario di un locale notturno . Adolescente solitaria e schiva , rifiutava le laute mance dei clienti , attirandosi le ire delle colleghe ballerine , che presero a chiamarla : “The Lady” (“La signora”) . Compiuti diciotto anni , nel 1933 fu notata dall’impresario John Hammond , che apprezzò la sua interpretazione del brano : “Log Cabin” . Scritturata da quest’ultimo quindi , incise , accompagnata dall’orchestra di Benny Goodman , gli album “Your Mother’s Son-in law” e “Riffin’ the Scotch” . Delusa dal mancato successo , rescisse il contratto con Goodman , siglandone un altro con la casa discografica Brunswick , di proprietà del pianista Teddy Wilson . Ottenuto largo consenso di pubblico ( Si impone per la sua voce intensamente drammatica , per la capacità di “volare” sul tempo e per l’emozione che sa trasmettere anche su testi a volte banali” , annotavano i critici) , nel 1936 scelse lo pseudonimo di “Billie Holiday” , in omaggio all’attrice Billie Dove e al padre musicista . Divenuta amica dell’artista jazz Lester Young , registrò dischi per la sua casa discografica , la Vocalion . Prima cantante di colore a esibirsi con musicisti bianchi nell’America della segregazione razziale , fu  costretta a entrare nei locali in cui si esibiva da una porta d’accesso  riservata . Chiamata dai suoi ammiratori “Lady  Day” , per via dell’incedere elegante e per la figura  iconica , nel 1939 cantò il brano , inno di protesta per i diritti civili dei  neri , “Strange Fruit” (Grammy Hall of Fame Award nel 1978) , destando scalpore e suscitando polemiche . Nel 1940 , reduce da un burrascoso divorzio , visse drammaticamente la  scomparsa della madre . In preda alla depressione , iniziò a far uso di alcool e di  sostanze stupefacenti , che , tuttavia, non ne scalfirono la vocalità . Nel 1944 dunque registrò con l’orchestra di Eddie Heywood il   singolo : “Embraceable You” (Grammy Hall of Fame Award nel 2005) , cui seguirono i 78 giri : “God Bless the Child” (canzone da lei composta , Grammy Hall of  Fame Award nel      1976 ) , “Lover Man”  (Grammy Hall of Fame Award nel 1989) , “I Loves You Porgy” e “The Man I Love” ( brani composti  dal pianista  George Gershwin) , “Billie’s Blues” , “Fine an Mellow” e “Stormy Weather” . Protagonista femminile accanto a Louis Armstrong del film musicale di Reginald Barker “New Orleans” , nel 1954 partì per una tournèe europea . Accolta freddamente in Italia (il suo concerto in un teatro di Milano fu sospeso per via del malcontento e delle proteste della platea ) , vi fece ritorno nel 1958 , ottenendo questa volta addirittura un’ovazione . Autrice della sua biografia dal titolo “Lady Sings the Blues”   ( in un capitolo sentenziava  : “Non si può copiare un altro e pretendere di arrivare a qualcosa . Se tu copi è perchè il tuo lavoro non ha un sentimento sincero e senza sentimento nessuna delle cose che fai avrà realmente un valore . Come non ci sono al mondo due persone uguali , così dev’essere anche con la musica , altrimenti non è musica !” ) , nel 1959 ,  in seguito a un malore , scoprì di essere affetta da cirrosi epatica . Ricoverata  presso una clinica specializzata , apprese con dolore profondo la notizia della morte dell’amico e collega Lester Young . Dimessa in maggio dopo alcuni mesi di degenza e tornata nel suo appartamento di New York , fu rinvenuta priva di sensi . Portata d’urgenza al Metropolitan Hospital Center , spirò all’età di quarantaquattro anni , alle 03:10 del 17 luglio , a cusa di un’insufficienza cardiaca . “Era una donna molto dolce […] aveva un aspetto da indiana con la pelle vellutata , marrone chiaro […] Billie era una donna splendida prima che l’alcool e la droga la distruggessero […] Ogni volta che mi capitava di incontrarla le chiedevo di cantare “I Loves you  , Porgy” , perchè quando lei cantava potevi sentire quello che sentiva lei . Il modo in cui  cantava era magnifico e triste . Tutti amavano Billie ” , dichiarò alla stampa , all’indomani dell’inattesa dipartita , il compositore e trombettista jazz Miles Davis . “E quando tornerete a casa dite : “Ho sentito cantare un angelo , con le ali di marmo e raso ” […] Dite il mio nome a   tutti , non mi dimenticate / Sono la regina di un reame di starcci/ Sono la voce del sole sui campi di cotone/ Sono la voce nera piena di luce / Sono la lady che canta il  blues […]”, ha scritto di recente , componendone  un graffiante ritratto , Stefano Benni .