Ven. Feb 3rd, 2023

ROMA –È iniziata l’ultima settimana di una campagna elettorale poco incisiva, e in alcuni versi anche spenta. È finita l’era di quelle campagne elettorali, dove al centro di tutto c’erano le piazze e i cittadini che ascoltavano. Altri cinque giorni e poi si va al voto. Il primo dato è il forte distacco tra la politica e il cittadino, distacco che si è allargato ulteriormente proprio in queste settimane. Il cittadino si sente tradito dalla politica, poiché i problemi che si ritrova a combattere sono molteplici e non si trova lo spiraglio per uscirne.

Si è vista una politica chiacchierona, litigiosa, priva di rispetto, è questo il sentimento unanime che si avverte tra la gente. Nessuno si interessa. Quando i cittadini si distaccano dalla cosa pubblica, è un segnale di resa che non va bene. Bisogna reagire perché l’Italia è nostra e non dei candidati o dei partiti. Questo paese va rifondato, e devono essere i cittadini a rifondarlo.

Abbiamo bisogno di un’Italia migliore, per farlo il popolo deve decidere. Non si può dire io non voto. Il voto è sancito dalla nostra costituzione ed è l’unico strumento democratico che hanno i cittadini per decidere. Quindi il voto è indispensabile per mantenere in vita la democrazia. Occorre fare in modo che questa Italia diventi migliore, recuperi lo smalto che ha perso, e tutti insieme lavorare per ridare dignità ad un popolo martoriato da una cattiva politica. Il voto di domenica è indispensabile per costruire una nuova Italia, con la garanzia che chi governa deve interessarsi solo dell’Italia e non dell’Europa. L’Italia e gli italiani prima di tutto.