Lun. Dic 5th, 2022

“Nel prossimo trimestre le bollette elettriche potrebbero aumentare di circa il 60%, con un nuovo massimo del prezzo dell’elettricità di 66,6 centesimi per kWh, 25 centesimi in più rispetto al trimestre precedente”. È questa la stima di Nomisma secondo cui, senza interventi del governo, l’impennata sarebbe addirittura del 100%. Questo è il punto di non ritorno. se aumentassero di nuovo le bollette di luce e gas si rischia la paralisi generalizzata. In questo momento sono fortemente penalizzate famiglie e piccole imprese, che con gli aumenti che ci sono stati non riescono a far fronte ai costi energetici e al pagamento delle bollette. Non solo, questa situazione si sta trascinando dietro il continuo aumento dei prezzi al consumo, che influiscono non di poco sull’inflazione.

Dopo due trimestri in cui le bollette sono rimaste ferme grazie ai forti interventi del governo, l’Arera è costretta a rivederle al rialzo da ottobre, almeno per quelle dell’elettricità. Per quella del gas, occorre aspettare la fine del mese di ottobre, perché con il nuovo meccanismo approvato la scorsa estate, le variazioni saranno mensili e si determineranno con i prezzi effettivi del mese concluso. Quindi gli italiani dovranno far fronte al pagamento del gas mensilmente.

“Se sarà confermata la previsione di Nomisma, ogni singola famiglia del mercato tutelato si ritroverebbe a pagare per la luce 190 euro in più solo nell’ultimo trimestre dell’anno, con una spesa complessiva per l’energia elettrica che raggiungerebbe il record di 1.232 a nucleo nel 2022”. Lo afferma Assoutenti, commentando le stime fornite oggi da Nomisma Energia. A tale aggravio di spesa si dovranno aggiungere i rincari del gas, in nessun modo prevedibili anche a causa della scelta errata di Arera di passare a tariffe mensili e sulla base del mercato Psv, che si presta ad una maggiore volatilità dei prezzi”.

Sarà un inverno difficile da prevedere, e la situazione attuale potrebbe ripercuotersi anche sulle prossime festività natalizie, dove le famiglie potrebbero stringere la cinghia e portare alla riduzione dei consumi proprio nel periodo delle festività stringendo la spesa per regali e cenoni.