Mer. Nov 30th, 2022

Primavera 2010. Roma , Quirinale , Sala dei corazzieri . Cerimonia di assegnazione dei premi cinematografici David di Donatello . Al termine della manifestazione , il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano , data lettura della motivazione ,  assegna il prestigioso riconoscimento alla carriera alla coppia  Bud Spencer e Terence Hill , al secolo : Carlo Pedersoli e Mario Girotti.  Poi , conclusosi l’evento , i due attori , entrambi emozionati ed elegantissimi in  abito blu , si attardano  per rilasciare alcune interviste ai giornalisti della carta stampata e delle emittenti televisive . La giovane cronista di un settimanale , avvicinatasi con discrezione a Bud Spencer , riesce a strappargli qualche battuta : “Signor Pedersoli , sono Wanda  Torchi di “Oggi Skoop” , permette una domanda ? : Qual è il segreto di una carriera così longeva ? …” . “Signora , cosa vuole che le dica ?” , risponde perplesso Spencer-Pedersoli , continuando : “E’ lo stesso per un matrimonio  duraturo : la decenza! …. Se non ti credi uno che può spaccare tutti e hai la decenza di capire che domani mattina puoi incontrare due , tre personaggi che ti fregano tutto quello che hai fatto , vai avanti , altrimenti ti fermi!…Questo , l’ho imparato nella mia prima vita da sportivo , grazie al nuoto!…La stesso discorso sulla decenza si può applicare al matrimonio …in cinquant’anni , non sono mai andato a prendere un caffè con un’altra donna … sono un uomo all’antica , io  !”. “Allora , è per questo che piace così tanto al pubblico italiano : perchè è un gentiluomo?” , domanda con slancio la giornalista; “Sì , sono un vecchio  gentiluomo napoletano !…” , replica con tono fiero l’attore , chiosando:“E poi si ricordi , signora , le cose antiche , con il tempo , diventano rare !” .

“Papà è volato via serenamente alle 18:15 . Non ha sofferto , aveva tutti noi accanto e la sua ultima parola è stata “grazie” . Così, lo scorso 27 giugno,  Giuseppe Pedersoli , primogenito dell’attore , meglio noto al pubblico come Bud Spencer, ha annunciato ai media la scomparsa del padre. Figlio della bresciana Rosa Facchetti e dell’ingegnere napoletano Alessandro Pedersoli , l’attore nacque a Napoli il 31 ottobre del 1929. Cresciuto nel quartiere Santa Lucia , nello stesso stabile in cui abitava “il filosofo dello spettacolo” Luciano De Crescenzo , negli anni Quaranta si trasferì con la famigia a Roma , città in cui , iscrittosi a un circolo sportivo , iniziò a praticare il nuoto. Costretto a lasciare la Capitale per seguire il padre in Sudamerica , vi rimase fino alla fine del decennio Quaranta. Rientrato in Italia , divenuto atleta di punta della società “Lazio Nuoto” , si affermò nello stile libero e nelle staffette miste , entrando nella storia come il primo italiano a battere il record del minuto netto. Convocato , dunque , in Nazionale , partecipò agli Europei di Vienna e ai Giochi del Mediterraneo , vincendo due medaglie. Ripresi gli studi universitari , interrotti durante il soggiorno sudamericano e mai portati a termine , si avvicinò al mondo del cinema , debuttando sul grande schermo come comparsa nel kolossal di Mervyn LeRoy “Quo vadis ?” . Più atleta che attore , nel 1952 partecipò alle Olimpiadi di Helsinki e , in seguito , ai Giochi di Barcellona e di Melbourne . Ad un tratto , però , stanco dello sport , degli studi e della “bella vita dei Parioli” , tornò in Sudamerica , impiegandosi dapprima  nella ditta di costruzioni della Panamericana , strada di collegamento tra Panama e Buenos Aires, e poi nell’Alfa Romeo di Caracas , dove restò fino al 1960 . Proprio in quell’anno , tornato nuovamente in Italia per gareggiare alle Olimpiadi di Roma , sposò la fidanzata Maria , figlia del proprietario di sale cinematografiche Peppino Amato , da cui ebbe i figli : Giuseppe , Christiana e Diamante . Venuto a mancare il suocero , abbandonò lo sport per intraprendere i mestieri di cantante e produttore di documentari . Riaffacciatosi sul set nel 1967, grazie al regista Giuseppe Colizzi , inventore della coppia “Bud Spencer e Terence Hill”(alias Mario Girotti) , strinse con quest’ultimo un lungo sodalizio artistico , recitando nel ventennio Settanta-Ottanta in numerosi “western comici” , come : “Dio perdona …io no!” e “I quattro dell’Ave Maria”  , “Lo chiamavano Trinità..” e “…Continuavano a chiamarlo Trinità”,diretti  da  E.B.Clucher (nome d’arte di Enzo Barboni) . Concessosi una parentesi nel cinema horror di Dario Argento (“Quattro mosche di velluto grigio”) e in quello d’autore di Carlo Lizzani (“Torino nera”) , non ottenne lo stesso consenso di pubblico raccolto con “Banana Joe” e la trilogia di Piedone(“Piedone lo sbirro” , “Piedone a Hong Kong” e “Piedone l’Africano” , pellicole dirette da Steno) o con le commedie recitate al fianco di Terence Hill , dirette  da Giuseppe Colizzi , Marcello Fondato , Franco Rossi   ,  E.B.Clucher e  Italo Zingarelli  : “…Più forte ragazzi!” , “…Altrimenti ci arrabbiamo” , “Porgi l’altra guancia” , “I due superpiedi quasi piatti” e “Io sto con gli ippopotami” . Interpreti di storie grottesche ma mai violente , i due attori , però,  si  separarono consensualmente nel 1990 , rinventandosi negli anni Duemila  una carriera da protagonisti della fiction ( “Big Man” , “Detective extralarge” e “I delitti del cuoco”, Spencer , “Don Matteo” , Terence Hill) . Appasionato di politica e di cucina , il “gigante buono del grande schermo” , come lo definivano i critici , si cimentò anche con la scrittura , pubblicando nel 2010 l’autobiografia : “Altrimenti mi arrabbio : la mia vita”. Rimessosi da poco dai postumi di una frattura , è scomparso improvvisamente ,  all’età di ottantasette anni , nella sua casa romana ,  il 27 giugno scorso , destando rammarico e malinconia nei colleghi e negli ammiratori , accorsi alla camera ardente approntata  in suo onore in Campidoglio e ai funerali , celebrati nella chiesa degli Artisti , in piazza del Popolo . E dire che , qualche tempo fa , ironizzando sulla morte  , aveva dichiarato : “Quando il Padreterno mi chiamerà , voglio andare a vedere che cosa succede. Perchè se non succede niente , mi arrabbio. M’ha fatto alzare ogni mattina per ottantasette anni per non andare , alla fine , da nessuna parte ? . Io , di fronte , a tante cose enormi che non comprendiamo , mi posso attaccare solo a lui. E sperare che quando mi chiamerà , mi si chiarirà tutto . Perchè oggi , non si capisce proprio più niente !” .