Mer. Feb 28th, 2024

Che faccio qui? Un altro Natale appiccicato al telefono, a rubare l’attimo per sentire la sua voce. Perché è successo tutto questo? Il mio cuore è diviso a metà tra l’amore vero e l’amore per gli affari. Non è la vita che volevo. Ricordo ancora i miei natali trascorsi in famiglia, i pranzi a base di pesce racimolati con la colletta fatta tra di noi. La mamma gioiva quando metteva in tavola le pietanze, risultato di tanta sofferenza. La verità è che eravamo tutti più felici! Oggi, invece, immerso nel benessere, mi chiedo quante persone vivono ancora il Natale come lo vivevo io. Una in particolare mi interessa: Loretta. Sì, lei è la continuità della mia sofferenza, io non vivo più bene da quando l’ho conosciuta in quel freddo Natale calabrese, sperduta in un paesino di poche anime. Ero alla ricerca di un mazzo di fiori da portare alla mia donna, Debora, per festeggiare il suo compleanno che coincide con l’approssimarsi delle festività natalizie. La fioraia del paese aveva una piccola baracca nella piazza principale, mi avvicino, lei si volta e il suo sguardo fulmina il mio. Era molto bella nonostante fosse trascurata. Due labbra gentili lanciano un sorriso bianchissimo e brillante. Gli occhi castani, i capelli dello stesso colore si appoggiano sulle spalle e la fronte è contornata da una frangettina che sembra tagliata con la livella.  Com’era bella quella fioraia! Da togliere il fiato!

“Desidera?” mi chiede quel volto angelico.

“Vorrei un mazzo di rose rosse”. Lei comincia a preparare il bouquet che avrei consegnato a Debora. La osservo con ammirazione, le sue mani si muovono gentili, ogni gesto è poesia. Mentre mi consegna le rose, cerco un cavillo per restare ancora un po’ con lei. La sensazione di quel pomeriggio è rimasta impressa nel mio cuore per sempre. Una settimana dopo ritorno al paese per rivederla, voglio trovare l’appiglio per condividere con lei anche un solo momento. Con la scusa di altre rose riesco a strapparle un appuntamento per un caffè. Da quel giorno Loretta è entrata prepotentemente nella mia vita, colpito dalla sua genuinità e dal suo modo di essere. Ma il mio cuore rimane intrappolato tra due anime completamente diverse, una l’amo più della mia vita, l’altra credevo di amarla ma, poi, ho dovuto accettare l’orrenda realtà: non è vero amore ma semplicemente un accomodamento professionale che mi tiene legato a lei. È la figlia di un noto imprenditore: dopo il fidanzamento, mi ha permesso di scalare la vetta del successo, un successo amaro, che oggi non desidero più. Loretta è la cosa più importante che ho. C’è un problema: tornare indietro mi fa paura. Ed eccomi qui ad attendere la notte di Natale, a Cortina, con la donna sbagliata, la sua famiglia, in attesa del cenone di Natale, mentre la mia Loretta è sicuramente ancora in quella piazza, al freddo, in attesa che qualcuno compri gli ultimi fiori prima della messa di mezzanotte. Ritornerà a casa, preparerà una frugale cena da consumare con la madre, andrà alla messa di mezzanotte, e poi via a letto. Tutto mi colpisce al cuore, sento un dolore cupo e profondo, non ce la faccio, l’amo da morire. Meglio chiamarla, altrimenti rischio un infarto.

“Ciao amore, stai ancora vendendo fiori?”

“Sì, aspetto un altro po’, ho ancora fiori da vendere, poi torno a casa>>.

“Mi dispiace”.

“Di cosa ti dispiaci?”.

“Un altro Natale da sola…”.

“Ci sono abituata, ormai fa parte della mia vita, la parte migliore di me è impegnata e non può essere altrimenti”.

“Hai ragione”.

“Non voglio costringerti a fare scelte sbagliate. Oggi riflettevo, forse è meglio che tutto finisca, soprattutto per te”.

“Che cosa stai dicendo? Io non voglio perderti”.

“Però sei lì, con la tua donna, mentre io sono qui, sola, e pronta a passare un altro Natale nella più totale delle solitudini”.

“Capisco, ma io ti amo”.

“Forse non mi ami abbastanza”.

“Non è vero, ti amo più della mia vita”.

“Dai, vai da lei, aspetterò il tuo messaggio per scambiarci gli auguri di Natale, e forse sarà l’ultimo anno, voglio cambiare vita, ricostruirla, anche da sola, ma non voglio soffrire così. Verrò al matrimonio quando ti sposi”.

“Dai non scherzare amore, soffro più di te. Va bene, ci sentiamo dopo”.

Credo di dover fare una scelta. Ma quale scelta posso fare? Tornare indietro per correre da Loretta, oppure continuare per restare insieme alla donna che non amo? Che schifezza è la vita….

“Pronto…c’è un volo per Reggio Calabria?”

“Sì, parte alle diciotto in punto”.

“Ok, lo prenoti”.

Guardo fuori l’albero dalle luci che si accendono e si spengono, pochi minuti fa la mia vita era a intermittenza come quelle luci, il cuore si accendeva quando pensavo a Loretta, e si spegneva quando pensavo a Debora: ho deciso di lasciarlo sempre acceso, ricomincio tutto d’accapo. Adesso però devo trovare il modo per raggiungere Milano. Giovanni, si lui può aiutarmi a trovare una macchina. Dov’è? Eccolo, sempre vicino al suo elicottero.

“Giovanni, mi serve il tuo aiuto, ho bisogno di una macchina”.

“Dove va?”

“Vado a Reggio Calabria”.

“Lascia tutto, va via per sempre, va da Loretta?>>

“Sì, è lei la mia vita, voglio regalarle il Natale più bello della sua vita, lo merita”.

“Sapevo che un giorno sarebbe successo, ma la macchina adesso dove la trovo, poi non arriverà mai per mezzanotte”.

“Ci voglio provare, devo farcela, è importante, troppo importante”.

“Allora l’accompagno io con l’elicottero”.

“No, lascia perdere, ti licenzieranno”.

“Ormai, se va via per me non ha più senso restare qui. Vengo con lei a Reggio Calabria, perlomeno passerò un Natale in compagnia, anch’io sono stanco di questa gente”.

“Dai, meglio di no, mi arrangio”.

“Salga, andiamo in Calabria”.

“Dove atterriamo una volta in Calabria?”

“Ci penso io. Sono io il pilota”.

Il cuore pulsa a mille, il destino è tutto a mio favore, anche l’elicottero diminuisce la distanza, in poche ore arrivo giusto in tempo per essere da Loretta entro mezzanotte. Il volo è poco felice, le perturbazioni si susseguono, in aggiunta i monti calabresi mettono ansia. Giovanni continua a essere concentrato in quel volo che mi conduce da un amore, il mio grande amore, lo riconosco: sto rinunciando a tutto per lei. A pochi chilometri di distanza dal paesino di Loretta, Giovanni inizia a scendere di quota per trovare un posto dove far atterrare quell’aggeggio.

“Ecco, lì”, esclama Giovanni.

“Dove?”, rispondo.

“Lì, vicino a quelle case c’è un appezzamento di terreno, preparati, atterriamo”.

Dopo pochi minuti tocchiamo terra.

“Eccoci, siamo arrivati dalla sua Loretta – esclama Giovanni – io vado, ritorno a Cortina”.

“Ma come, non resti con me?”

“No, torno a Cortina, consegno l’elicottero e poi vado via. Anche per me deve cambiare la vita, questa sera lei mi ha insegnato che ci sono cose a cui non bisogna rinunciare. Amo volare, ma ho capito che mia moglie è più importante, ha chiesto la separazione perché non ci sono mai”.

“Dammi del tu, basta con questo lei, mi hai stancato!!!”

“Ok. Ho ammirato il tuo modo di essere agitato, ho capito l’intensità del tuo amore, stavi rinunciando a tutto per lei, allora ho compreso che anch’io sono innamorato di mia moglie, non voglio perderla, lascio tutto, ricomincio d’accapo anch’io come te, ma voglio lei, non devo perderla”.

“Questa è veramente la sera di Natale. Due grandi amori hanno vinto su tutto, soprattutto sulle ambizioni sbagliate di due uomini. Evviva il Natale! Ti auguro buona fortuna Giovanni. Appena avrò rimesso tutto a posto ti chiamo, ti voglio con me nella nuova avventura. Quello che hai fatto non lo dimenticherò più. Grazie”.

“Aspetto una tua chiamata, ora vado”.

“Va bene, Buon Natale Giovanni”.

“Buon Natale dottò”.

Attraverso il campo mentre Giovanni alza in volo l’elicottero. Davanti a me trovo una stradina sterrata, la percorro tutta. Arrivo su una strada asfaltata, cerco di orientarmi. Capisco che sono alle spalle della chiesa. Sono le 11.50, manca poco a mezzanotte, mi metto a correre. Corro sempre di più fino a quando non vedo il campanile della chiesa più da vicino. Imbocco la stradina laterale che delimita la chiesa, esco dalla parte davanti. Ci sono persone in attesa della nascita del messia. Dov’è Loretta? Guardo dappertutto. Guardo l’orologio, mancano tre minuti a mezzanotte. “Maledizione dov’è?” Guardo ancora in mezzo alla gente. Eccola, è lei. Il mio cuore batte ed è il cuore di un uomo pazzamente innamorato. Ho lasciato tutto per correre da lei. Ora so con certezza che né è valsa la pena. Un minuto a mezzanotte, mi avvicino, è mezzanotte:

“Buon Natale Amore”. Loretta si gira verso di me. Non crede ai suoi occhi, incredula dice, con il fiato in gola: “Buon Natale, amore mio, è il Natale più bello della mia vita”.

“Anche per me, e tanti altri ne passeremo, voglio trascorrerli tutti insieme a  te, ti amo più della mia stessa vita, per te ho lasciato tutto, voglio condividere emozioni e dolori per il resto dei miei giorni”.

“Ti amo anch’io, lo sai, oggi è il giorno più straordinario della mia vita. Vederti, toccarti, abbracciarti nella magia di una serata piena d’amore, è il risultato dei tanti Natali immaginati e sognati, ed oggi diventano tutti magicamente realtà”.

Un lungo abbraccio, un bacio infinito, danno il via a una serata che raggiunge l’apice quando accogliamo la passione che ci unisce in un rapporto carico di emozioni.

Loretta aveva sognato tante volte quella serata, ebbene, i sogni a volte si realizzano, diventano realtà, quel Natale è stato l’inizio di un percorso insieme che non è mai finito.

I fatti narrati sono frutto esclusivo dell’autore, ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale. Vietata la riproduzione parziale e integrale.