Sab. Dic 3rd, 2022

REGGIO CALABRIA- è una delle più belle regioni d’italia, tutto intorno mare, e all’interno monti che possono essere delle vere e proprio perle, intanto rimane sempre ostaggio del malaffare. Stamattina Procuratore capo di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, al convegno “Uscire dal cono d’ombra”, ha detto che la Calabria rimane ostaggio della ‘ndrangheta. “In Calabria la ‘ndrangheta controlla passo passo tutto quello che avviene. Nel porto di Gioia Tauro, prima porta di accesso in Italia per la cocaina, sequestriamo 1 tonnellata di cocaina all’anno, il che vuol dire che ne entrano almeno 10 tonnellate. La cocaina si trasforma in denaro che entra nell’economia apparentemente legale ma che in realtà è drogata  inquinata – ha detto De Raho –

Ormai sono anni che la malavita organizzata ha fatto un salto di qualità. Un cambiamento al quale la ‘ndrangheta si è saputa adeguare velocemente. “Oggi la ‘ndrangheta – ha aggiunto il procuratore capo -è formata da professionisti come commercialisti, avvocati, imprenditori, persone insospettabili che vestono in giacca e cravatta. Ultimamente – conclude- le cose stanno cambiando, stanno arrivando le denunce che aiutano noi investigatori a perseguire il malaffare. Il fatto che ci siano collaboratori anche nella ‘ndrangheta, nel 2015 ci sono stati 13 collaboratori, è un fatto straordinario, poiché la ‘ndrangheta vive sulla confusione, sul silenzio e con il silenzio è diventata forte.