Gio. Feb 2nd, 2023

ROMA- È chiaro che diranno tutto nella normalità, ma di normale c’è poco. Sin dall’inizio ho sempre contestato questo metodo per scegliere i candidati. Sbirciando nei nomi e nelle professioni si scopre che per la maggiore sono impiegati, poi c’è una consistente fetta di disoccupati, e una esigua schiera di professionisti, mentre gli imprenditori sono altrettanti pochi.

Ma al di là di tutto ciò, le parlamentarie sono partite ieri e subito hanno innescato la protesta degli attivisti, che hanno addirittura chiesto l’annullamento delle stesse. Entrando nella piattaforma Rousseau, infatti, alcuni di loro non hanno trovato il proprio nome tra quelli in corsa. Altri, per paradosso, si sono ritrovati in lizza per caso, altri ancora hanno lamentato di non riuscire a votare. Insomma, un gran caos.

La politica è una cosa seria, scegliere i candidati attraverso un sistema buio e oscuro come il web, non è proprio la formula giusta. Anche perché nei territori le persone si conoscono, sono i vertici del movimento che non conosce le persone nei territori. Chi scopre nomi del tutto inadatti inizia a ridere e convincersi che è impensabile affidare la nazione in mano a persone che di politica ne sanno pochissimo o non hanno mai fatto un’ora di politica nel territorio d’appartenenza.

Il sistema è inadeguato, perché per gestire una nazione come l’Italia ci vuole per davvero una tale competenza, ma non tanto di essere politici navigati, ma di esperienze professionali capaci di trovare le soluzioni per garantire al paese di essere governato. Con questo caos il movimento rischia di perdere milioni di consensi, e mandare all’aria la voglia di tante persone di dargli fiducia. Il web deve scomparire dalla vita politica del movimento, altrimenti saranno le persone a scompariranno dal movimento.