Mar. Mag 24th, 2022

Per primo la Campania, che da oltre trent’anni combatte contro la questione rifiuti e non trova una via d’uscita definitiva. A settembre si fermerà per un periodo il termovalorizzatore di Acerra, l’unico esistente, e già la regione non sa cosa deve fare. Il governatore De Luca ha chiesto ai sindaci di individuare dei siti di stoccaggio per depositare momentaneamente i rifiuti per poi toglierli una volta ripartito il termovalorizzatore. Insomma, una regione che non esce mai dal caos rifiuti. Oltre alla questione rifiuti, la regione Campania deve combattere continuamente contro i roghi e contro le bonifiche mai partite. Inoltre, in alcune aree della regione, ci sono picchi di mortalità per tumore impressionanti. Caos eterno per via di irresponsabilità politiche, poiché la questione è solamente politica.

Un po’ più su della regione Campania c’è la regione Lazio, un’altra regione abituata a tamponare e mai risolvere del tutto la situazione. Come la Campania anche il Lazio non ha termovalorizzatori, quindi la situazione è del tutto delicata. Finora la cosa era andata bene perché Malagrotta era il grande contenitore dei rifiuti romani, morta Malagrotta, è iniziato il caos per il Lazio, soprattutto per la città di Roma. Ora Roma è piombata nel caos rifiuti e non trova una via d’uscita, anche perché c’è sempre il balletto dello scarica barile. In effetti è la Regione Lazio a doversi occupare della gestione dei rifiuti con un piano che immagazina dati e trova le soluzioni ai problemi, che però a oggi non c’è. Il presidente Nicola Zingaretti avrebbe dovuto approvarne uno entro il 2018, ma così non è stato. Il piano attualmente in uso è quello del 2012, dell’allora governatore Renata Polverini. Insomma, possibile che nessuno si muova per risolvere un problema che rende la vita difficile ai cittadini.

Sia in Campania sia nel Lazio, la questione rifiuti è un problema prettamente di inefficienza politica. Chi gestisce i rifiuti non è in grado di trovare soluzioni capaci di risolvere definitivamente il problema, e non continuare a tamponarlo come si è sempre fatto.