Lun. Lug 4th, 2022

In Europa sanno cosa significa avere i mafiosi in casa? Sanno che sono persone che hanno ucciso comuni cittadini e servitori dello stato? Sanno che hanno bloccato l’economia di interi territori? Evidentemente no. Niente ergastolo duro, lo ha deciso la Corte europea dei diritti dell’uomo che rigetta il ricorso presentato dall’Italia.

La Corte lo scorso 13 giugno aveva considerato ammissibile il ricorso avanzato da un detenuto per mafia e stabilito che c’era stata una violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani. Il governo italiano aveva chiesto che la decisione fosse rinviata per un nuovo giudizio alla “Grande Camera”. Ieri il no definitivo all’Italia, cui viene chiesto di riformare la norma sull’ergastolo ostativo. Diventa così, operativa la decisione del 13 giugno scorso che giudicava il “fine pena mai” come trattamento inumano e degradante.

La decisione della Corte europea sull’ergastolo ostativo “significa azzerare anni di lotta ai boss”. Con questa decisione saranno molti mafiosi a chiedere la sospensione del 41 Bis e anche i terroristi potranno fare altrettanto. La decisione europea mette a rischio la credibilità dell’ordinamento giudiziario italiano, che per anni si è speso per la lotta alla mafia. Le norme furono introdotte dopo le stragi di Capaci e Via D’Amelio, un momento tragico per un Paese come il nostro, che ha lottato per anni contro la mafia siciliana.