Lun. Nov 28th, 2022

L’Italia diventa sempre più povera. Si allunga la disparità sociale creando una divisione che delinea due fasce di popolazione tra quelli del ceto medio e chi invece continua a piombare nella povertà. E’ quanto emerge dal XXI Rapporto Caritas su povertà ed esclusione sociale dal titolo “L’anello debole”. “Le famiglie in povertà assoluta risultano 1.960.000, pari a 5.571.000 persone (il 9,4% della popolazione residente). L’incidenza si conferma più alta nel Mezzogiorno (10% dal 9,4% del 2020), mentre scende in misura significativa al Nord, in particolare nel Nord-Ovest (6,7% da 7,9%)”.Il testo del Rapporto prende in esame le statistiche ufficiali sulla povertà e i dati di fonte Caritas, provenienti da quasi 2.800 Centri di Ascolto  su tutto il territorio nazionale. Tra il 2020 e il 2021 l’incidenza della povertà è cresciuta più della media per le famiglie con almeno 4 persone, le famiglie con persona di riferimento di età tra 35 e 55 anni, i bambini di 4-6 anni.

La Cei invita il nuovo governo che sta per formarsi di tenere il reddito di cittadinanza: “Una cosa che mi ha colpito – dice il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi a proposito del Rapporto Caritas – e speriamo che il governo sappia affrontare con molto equilibrio, è il problema del reddito di cittadinanza che è stato percepito da 4,7 milioni di persone, ma raggiunge poco meno della metà dei poveri assoluti. Quindi c’è un aggiustamento da fare ma mantenendo questo impegno che deve essere così importante in un momento in cui la povertà sarà ancora più dura, ancora più pesante e rischia di generare ancora più povertà in quelle fasce dove si oscilla nella sopravvivenza, che devono avere anche la possibilità di uscire da questa zona retrocessione”.

Insomma, la guerra portata avanti dal centrodestra sul reddito di cittadinanza, soprattutto da Fratelli d’Italia, ora può diventare la vera gatta da pelare, in termini politici, per chi ha vinto le elezioni. Infatti proprio il reddito di cittadinanza, costruito con impegno dal M5S, ora diventa una strada da percorrere per dare sostegno alle fasce deboli del paese, che ormai combattono quotidianamente contro la povertà. Va aggiustato, inevitabilmente, ma va lasciato perché senza la situazione potrebbe degenerare per chi non ha nulla come mangiare e pagare bollette.