Dom. Feb 5th, 2023

Inverno 1957 . Milano . Sul palcoscenico del Teatro alla Scala le giovani allieve della scuola di danza , guidate dalla maestra Vera Volkova , effettuano alcuni esercizi di riscaldamento prima di esibirsi   in occasione della selezione , tenuta da Anton Dolin , coreografo del “London Ballet”, che decreterà l’assegnazione del ruolo di protagonista del balletto “Giselle” . Poi ,  arrivato Dolin  , sedutosi nella prima fila della platea , iniziano a realizzare armoniche figure , scandite dalle note di un valzer , suonato da un anziano pianista . Osservati gli arabesque e le piroette delle graziose ballerine , il coreografo , avuta un’intuizione , fa cenno al musicista di fermarsi . “Come si chiama sua allieva, terza di seconda fila ?…” , domanda Dolin in un italiano stentato alla Volkova. “Carla , Carla Fracci!…” , risponde , tradendo l’emozione , la maestra; “Dica lei di venire avanti …io voglio vedere meglio lei!” , chiarisce il coreografo ; “Fracci , vieni avanti !” , la richiama   la Volkova . “Tu , brava ballerina , io notato ….Esegui ,prego , seconda posizione di danza !….” , chiede perentorio Dolin . La diciannovenne Carla , avvicinatasi , svolge l’esercizio , emozionata ; “Magnifico !!!…io sapevo…tu ricordare me grande Olga Tsessisova! …” , esclama entusiasta il coreografo , annunciando : “Tu sarai una grande Giselle !…Passo dopo passo , io pensa,  tu  diventare nuova prima ballerina di London Ballet !…”  .

“La vita va di fretta. E’ vero ,però , che questi ottanta me li sento poco: finché si lavora , finché si hanno progetti!…” . Così , Carla Fracci,  la “signora della danza classica” ha risposto pubblicamente agli auguri per il suo ottantesimo compleanno , giuntigli nei giorni scorsi da ogni parte del mondo . Nata a Milano il 20 agosto del 1936 , figlia di un tranviere e di una casalinga  , studia alla scuola di ballo del Teatro alla Scala , diretta da Vera Volkova , dal 1946 al 1954 . Diplomatasi , nel 1956 diviene “danzatrice solista” e nel 1958 , scritturata dal coreografo Anton Dolin , per il ruolo di protagonista del balletto “Giselle”, “prima ballerina” del “London Festival Ballet”. Affermatasi nel ventennio Sessanta-Settanta come étoile di alcune compagnie straniere (“Sadler’s Wells Royal Ballet” , “Stuttgart Ballet” e “Royal Swedish Ballet”) ,  incanta le platee internazionali con l’esecuzione di balletti dalle trame  romantiche e drammatiche , diretti dal regista e consorte Beppe Menegatti , tra i quali “La Sylphide” , “Giulietta e Romeo” , “Medea”  , “Francesca da Rimini” e “Pelléas et Mélisande”, interpretati al fianco dei ballerini Rudolf Nureyev , Vladimir Vasiliev , Mikhail Baryshnikov , Alexander Godunov , Erik Bruhn e Ghorghe Iancu . Attrice nello sceneggiato Rai di Renato Castellani “Verdi” , in cui recita il ruolo della soprano  “Giuseppina Strepponi” ,   seconda moglie del celebre compositore operista italiano , verso la fine degli anni Ottanta dirige il corpo di ballo del Teatro San Carlo di Napoli . Nuovamente protagonista di spettacoli di successo (“Il pomeriggio di un fauno” , “Eugenio Onieghin” , “La vita di Maria” , “La bambola di Kokoscka” e “La primavera romana della signora Stone”), fra il 1996 e il 2010 dirige ancora due corpi di danza : quello dell’Arena di Verona e quello del Teatro dell’Opera di Roma . Direttrice fedele al repertorio tradizionale , ripropone i “Ballets Russes” di Diaghilev (  “La sagra della primavera”, nell’adattamento di Millicent Hodson , “Shéhérazad , “L’uccello di fuoco” e “Petruska”, quest’ultimo nelle versioni di Andris Liepa). Membro dell’Accademia di Belle Arti di Brera ,  medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte , Grande ufficiale e Cavaliere di gran croce della Repubblica italiana , assessore alla Cultura della provincia di Firenze  e , infine , scrittrice (nel 2013 ha pubblicato a cura di Enrico Rotelli l’autobiografia “Passo dopo passo” , edita da Arnoldo Mondadori) , il 20 agosto ha compiuto ottant’anni. Desiderosa, seppur consapevole delle difficoltà , di fondare una  compagnia di ballo ,  per tramadare ai giovani  la sua esperienza , alla domanda : ” Che cosa l’appassiona oltre la danza ?” , portale da un giornalista de “Il Corriere della Sera” , ha risposto : “Il giardino , perché ho origini contadine e la terra mi è sempre piaciuta . La cura della casa , che , a volte , esercito con fin troppa esigenza . I miei due nipoti , Giovanni e Gioele , figli di mio figlio Francesco e la figlia di mia nipote Barbara , Lelia. Vado in giro , se serve , al supermercato . Lavo i piatti . Non mi consideri una santa sull’altarino , una che neppure è capace di camminare! . La gente mi ferma e mi tratta come un’amica . Certo , i telefonini che scattano le foto un po’ di noia la danno , ma meno male che ci sono gli ammiratori a dimostrare che tutto questo tempo non è passato per niente!” .