Dom. Set 25th, 2022

Primavera 1962 . Roma , centro storico , via Condotti . Nella strada affollata di turisti a caccia di Colossei e di Lupe Capitoline  in miniatura , che si congiunge con piazza di Spagna e la maestosa scalinata di Trinità de’ Monti  , delimitate al centro dalla seicentesca fontana della Barcaccia , le vetrine dei negozi di alta moda offrono allo sguardo dei passanti capi e accessori accuratamente rifiniti , disegnati da stilisti ingegnosi e realizzati a mano da abili sarti dei più accreditati ateliers italiani . Un carosello di vetturini , proveniente dal Pincio si ferma dinanzi allo storico Caffè Greco , a pochi metri dalla boutique di Valentino , attirato dai flash delle macchine fotografiche dei paparazzi , appostatisi all’ingresso in attesa dell’arrivo dell’attore hollywoodiano Cary Grant . Il divo giunge a bordo di una Cadillac decappottabile guidata da un autista e , sceso dalla fuoriserie in compagnia della moglie , Betsy Drake , fattosi largo tra la ridda dei fotografi , intenti a scattare e una comitiva di vitelloni dalla quale si leva il grido : ” A’ Cary Grant sei er mejo ! ” , riesce a varcare la soglia del lussuoso negozio . All’interno , lo stilista Valentino accoglie i coniugi Grant ; poi ,  porto loro un bouquet di rose rosse , esordisce : ” E’ un piacere per me avervi qui , signori Grant ! ….l’unico cruccio è di non poter parlare al meglio la vostra lingua ! …ho soggiornato lungo tempo a Parigi per i miei studi presso l’Ecole de la chambre  dove  , oltre alle tecniche di disegno , ho imparato perfettamente il francese ….ad ogni modo , in attesa di apprendere l’inglese mi avvarrò dell’aiuto di un interprete : il mio socio Giancarlo Giammetti ! . Bene , tra poco inizierà la sfilata e potrete osservare in anteprima la collezione Uomo  Autunno/ Inverno  che  , tra qualche settimana , sarà  presentata a Firenze nell’ambito della manifestazione Pitti Moda ….Prego , vogliano accomodarsi nello showroom , io vi raggiungerò non appena avrò terminato di approntare gli ultimi ritocchi … ” , si congeda Valentino , allontanandosi . Grant , intanto , preso posto insieme con la moglie ai lati della sala , occupata al centro da una passerella , calamita l’attenzione degli astanti , signore e signori , esponenti dell’alta borghesia e aristocrazia romane . “Mariella , hai visto chi è seduto due file dopo il marchese De Tassis ? , Cary Grant ! …guardalo : è veramente impeccabile con quel completo di lino irlandese !… ” , commenta la baronessa De Notaris . “Grazia , tesoro ! , lui è meraviglioso , ma hai visto chi ha con sè ? …. quell’insignificante impiastro della moglie ! …cosa sarà quell’abitino striminzito che ha indosso , un Ferragamo della passata collezione , forse ? … ” , chiede all’amica l’armatrice Cotti Borloni . “Avrà meno di venticinque anni ! … ” , ipotizza piccata la De Notaris ; ” E’ più giovane di Grant di diciannove anni ! , l’ho letto sul numero scorso del settimanale “Gente” ! ” , rivela  la Cotti Borloni . “Oh , ma è uno scandalo ! … ” , esclama interdetta la De Notaris ; “Già è un fatto davvero riprovevole ! ” , sentenzia la Cotti Borloni . Le luci si abbassano : la sfilata ha inizio , uno dopo l’altro ,  i modelli si mostrano alla curiosità della platea ; al termine  Valentino invita Grant a raggiungerlo in passerella : “Signore e signori… ho il piacere di presentarvi l’ospite d’onore di questo evento : Cary Grant ,  conosciutissimo attore di Hollywood …lo avrete ammirato di certo in “Caccia a ladro” o in “Intrigo internazionale ” ….ho voluto che fosse qui oggi , perchè reputo sia non solo un interprete carismatico , ma anche una vera icona di stile , un vero “well dressman ” , “l’uomo dall’abbigliamento migliore” , come lo definiscono gli Americani . Sempre perfetto in completo classico , come in divisa da lavoro , non ostenta mai un dettaglio fuori posto . Brillantina lucciccante tra i capelli , il collo della camicia sempre sistemato , abbottonato e ben stirato , non vi è alcun dubbio : è lui l’uomo Valentino , un vero “maestro di stile ! ” .

“Divenni attore per il solito motivo : un gran bisogno di piacere e di essere ammirato ” . Così confessava al pubblico , durante lo spettacolo teatrale : “Una conversazione con Cary Grant” , l’attore anglo-americano . Nato a Bristol (Inghilterra) il 18 gennaio del 1904 , Alchibald Alexander Leach , questo il vero nome del divo , trascorse un’infanzia agiata frequentando la “Bishop Road Junior School ” . All’età di quindici anni , però , interruppe gli studi , sconvolto dall’abbandono della madre , ricoverata a causa di un grave stato depressivo in una clinica psichiatrica . Falsificata la firma paterna su un documento che lo autorizzava a lasciare l’Inghilterra , non ancora maggiorenne , partì per gli Stati Uniti insieme con la compagnia di saltimbanchi e funamboli di Bob Pender . Negli anni Venti , divenuto interprete apprezzato di commedie musicali , debuttò a Broadway , tempio del genere , nello spettacolo “Good Times” . Alternando vari mestieri a quello di attore , in giro per le province della Gran Bretagna e per gli stati dell’America , nel 1930 fu scritturato dagli impresari della “Paramount” e apparve sul grande schermo con il nome d’arte di “Cary Grant”  . Caratterista in “This is the night” , seduttore della fatale Marlene Dietrich in “Venere bionda” e dell’affascinante Mea West in “Lady Lou” e “Non sono un angelo” , nel 1935 ottenne il ruolo di protagonista nel film di George Cukor “Il diavolo è femmina” , storia d’amore tra il pittore “Jimmy Monkley ” e la ladra “Sylvia Scarlett” (Katharine Hepburn) , che tenta di sottrargli tele di valore . Consacrato dai critici  “re della commedia sofisticata” , dal 1936 al 1941 impersonò pellicole leggere dai risvolti sentimentali quali : “La via dell’impossibile” , di Norman Z. McLeod , vicenda dei ricchi coniugi ” Bennet ” morti in un incidente automobilistico e ritornati sulla terra con lo scopo di aiutare l’amico”Cosmo Topper ” ( Roland Young)  , direttore di banca timido e impacciato , a conquistare la felicità , “L’orribile verità ” , di Leo McCarey , storia di una coppia , i “Warrier” , in procinto di divorziare , che a pochi giorni dalla firma dell’atto scopre di amarsi , “Susanna ! ” , di Howard Howks , vicenda di un paleontologo alle prese con la ricostruzione dello scheletro di un dinosauro , distratto da intricate faccende di cuore , “Incantesimo” e “Scandalo a Filadelfia” , di George Cukor , storie di triangoli amorosi interpretate al fianco di Katharine Hepburn , “Le mie due mogli” , di Gordon Kann , vicenda della complessa relazione tra un vedovo , una moglie defunta inspiegabilmente resuscitata ( Irene Dunne ) e una nuova consorte (Gail Patrick ) e “Ho sognato un angelo” , di George Stevens , storia di una crisi matrimoniale risolta con l’adozione di un bambino , grazie a cui si aggiudicò la prima candidatura al premio Oscar . Scelto dal “maestro del brivido” , il regista Alfred Hitchcock , nel 1942 impersonò il misterioso “Johnnie Aysgarth” sospettato dalla fidanzata “Lina Mclaidlaw”  (Joan Fontaine) di essere l’autore di un omicidio . Vestiti i panni del tenebroso “Ernie Hott ” , operaio in bilico tra una vita da amante della moglie del padrone e una da onesto sindacalista , ne “Il ribelle” , di Clifford Odets  , ruolo per il quale ottenne la seconda nomination all’Oscar , tornò alla commedia senza pretese con il film di Frank Capra “Arsenico e vecchi merletti” , storia di due sorelle attempate , “Abby ” (Josephine Hull )  e “Martha Bewster” (Jean Adair) , trasformatesi in assassine per il bene dell’umanità e , una volta scoperte  dal nipote “Mortimer” , arrestate . Nuovamente diretto da Hitchcock in una serie di pellicole : “Notorius , l’amante perduta ” , vicenda di contese tra spie americane e tedesche sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale , “Caccia al ladro” , storia di “John Robie” , ladro di gioielli tornato,  dopo la Resistenza , all’antico mestiere in quel di Montecarlo , ma scoperto dall ‘avvenente vacanziera “Frances Stevens” (Grace Kelly)  e “Intrigo internazionale” , vicenda del pubblicitario “Roger  Tornhill ” , scambiato per una spia , rapito e torturato dai Servizi Segreti per indurlo alla confessione . Comandante di un sommergibile USA , il cui equipaggio è distratto dalla presenza di attraenti ufficiali ausiliarie  in “Operazione sottoveste” , di Blake Edwards , nel 1963 fu diretto per l’ultima volta da Stanley Donen in “Sciarada” , intrigo ruotante intorno a  un uomo assassinato , la cui moglie “Regina Lampert” (Audrey Hepburn) è perseguitata dal suo killer e salvata dal  misterioso gentiluomo “Peter Joshua”   . Ritiratasi dalle scene nel 1966 , perchè convinto che il suo fascino si stesse appannando , svolse la professione di consulente creativo e direttore amministrativo di un’azienda di cosmetici  , la “Fabergè” . Sposatosi cinque volte , dal 1934 al 1981 , con donne della borghesia americana , come Virgina Cherill o con colleghe , quali Dyan Cannon dalla quale ebbe l’unica figlia Jennifer , anch’essa attrice , nel 1970 fu insignito di un Oscar alla carriera e nel 1981 riprese inaspettatamente a recitare , calcando i palcoscenici con lo spettacolo autobiografico  “Una conversazione con Cary Grant”  , nel corso del quale svelò aneddoti e stati d’animo : ” Mia madre non era una donna felice e io non ero un bambino felice ; dal momento in cui fu ricoverata in una clinica psichiatrica non la vidi per vent’anni : nel frattempo avevo cambiato nome ed ero diventato un uomo adulto che abitava in America , a migliaia di chilometri di distanza , in California .Tutto il mondo mi conosceva di nome o di vista , tranne mia madre . Forse per questo il mio problema è sempre stato cercare di far colpo su qualcuno . Non pensate che con una macchina nuova , costosa e decappottabile , una camicia con il colletto slacciato , la pipa in bocca per creare un sapiente effetto di nonchalance , sportività , savoir faire e sofisticatezza , avrei dovuto cavarmela con le donne ? . Niente del genere . In tutti quegli anni a Hollywood ,  in teatro , per le strade e a New York , circondato da schiere di ragazze desiderabili  non sono mai riuescito a cominciare niente con loro ” . Poi , il 29 novembre del 1986 , colto da malore durante l’interpretazione di un monologo in un teatro di Davenport , fu trasportato d’urgenza in ospedale dove alle 23 : 22 ,  morì . Diffusasi la notizia della sua scomparsa , furono in molti tra i colleghi a ricordarlo . “Come descrivere la scintilla di gioia malandrina e pericolosa che traluceva da tutto il suo atteggiamento ? , le sue movenze da gatto ? , i suoi occhi umidi d’allegria ? , il piacere  fresco e spudorato che si sprigionava dalla sua risata , ancora oggi a ottantadue anni ? ”  , si chiedeva Peter Bogdanovich , incalzato da Burt Reynolds , che sugellò :  “Ambiguo , intrigante , seducente ;  uomo d’affari , spia o ladro , qualsiasi ruolo interpretasse era toccato dagli Dei . Quando entrava in una stanza eri costretto a guardarlo . Piaceva alle donne come agli uomini e questo è indubbiamente raro ” .